“Che brutta politica, cambiamola noi”: noi chi? (scambio epistolare con il Direttore de La Provincia)

Da: Francesco Orrù
Inviato: domenica 10 luglio 2011 23.15
A: Minonzio Diego
Oggetto: “Che brutta politica, cambiamola noi”: noi chi?

Gentilissimo Diego,

questa mattina sono rimasto folgorato dal titolo del suo editoriale: “Che brutta politica, cambiamola noi” (http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Caccia%20Grossa/217996_che_brutta_politica_cambiamola_noi/) tanto che non ho resistito e sono stato quasi licenziato da mia moglie per averla piantata in asso con le bambine per leggere tutto d’un fiato questo suo pezzo.

In particolare mi sono scoperto avido nella ricerca del “chi” ci sarebbe dietro il pronome “noi”, scritto nientemeno che in un editoriale de La Provincia di Como…

Ma che delusione… Insomma questa Italia che non sa produrre personalità eccezionali in momenti d’eccezionale difficoltà, questa Italia dove destra e sinistra sostanzialmente pari sono; questa Italia dove tutte le energie della politica sono concentrate (mi passi il termine) su emerite minchiate; questa Italia in rotta verso il baratro ma con soldi a tutti, niente tagli, niente rigore, sprechi a mille tanto poi qualcuno arriva e paga (* si segni quest’asterisco mentre mi legge); questa Italia con una classe politica nazionale e locale incompetente e impreparata, e via dicendo.

Vabbé, mi chiedo, ma questo “noi” lo concretizza o no?

Finalmente, quasi alla fine, si intuisce che, forse, quel “noi”, è riferito ai semplici cittadini:

Se ci impegnassimo tutti, ognuno seguendo le proprie idee sacrosante, a trasformare il centrodestra in un’alleanza davvero liberale, moderata ed eticamente limpida e il centrosinistra in un’alternativa riformista, europea e non demagogica forse cambierebbe qualcosa. Perché non c’è qualcuno che inizia a farlo?”

Caro Diego, mi chiedo su che pianeta viva, e se ci sia o se ci faccia: ma che domande retoriche al vento pone?

I risultati dei referendum hanno dimostrato che la maggioranza dei cittadini non inizieranno mai a fare ciò che lei auspica semplicemente perché hanno (forse, speriamo) cominciato ad aprire gli occhi su quello schema di cui lei invoca una riforma, che è palesemente irriformabile perché cancro a livelli metastatici che lo rendono incurabile.

Lei come tutti i suoi colleghi giornalisti avete una grandissima responsabilità, e avreste il dovere di fare informazione a prescindere dall’appartenenza ideologica o dall’editore che paga lo stipendio.

Spieghi piuttosto come mai ignorate iniziative popolari di rilevante importanza, come quelle di comitati di cittadini che propongono seri e rigorosi progetti di legge di iniziativa popolare su scala regionale che, raccogliendo 5.000 firme in 6 mesi, possono contribuire al taglio dei costi della politica in Lombardia, dimezzando stipendi e diarie, cancellando privilegi vergognosi come il vitalizio e l’indennità di trasferta (riprenda l’asterisco ‘*’ di cui sopra).

Ha mai sentito parlare del progetto di legge di iniziativa popolare convenzionalmente chiamato ‘ZeroPrivilegi’ (www.zeroprivilegi.org) e avviato da quasi tre mesi in Lombardia? No? Sembra proprio di no a leggere La Provincia. Sembra che neppure i suoi colleghi di redazione ne sappiano alcunché, nonostante i comunicati stampa che vi sono stati recapitati. Nemmeno dall’eco dalle piazze, dal web, o di qualche TV locale che coraggiosamente (…) ne ha dato spazio?

Con i migliori auguri alla stampa indipendente.

Francesco Orru’

P.S il testo integrale di questa mia email è già stato inserito come commento pubblico al suo editoriale nella versione online de La Provincia di Como, utilizzando la specifica box ‘Invia il tuo commento’, ma sarà pubblicato anche altrove su web nel caso che per qualche ragione questo mio commento pubblico non apparisse (al momento che le scrivo non è ancora apparso ai piedi del suo articolo, evidentemente è sottoposto ad attività di “moderazione”) o venisse poi rimosso dalla redazione o dall’editore. Pertanto se vuole rispondermi via email sarò lieto di rendere aperta al web tutta la nostra conversazione, a prescindere dalla casellina ‘Commenti’ de La Provincia di Como online.

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Da: Diego Minonzio
Inviato: martedì 12 luglio 2011 20.12
A: Francesco Orrù
Oggetto: R: “Che brutta politica, cambiamola noi”: noi chi?

Gentile lettore,

la ringrazio per l’attenzione e per l’intelligente analisi della situazione politica attuale.

Spero che il nostro giornale continui a offrirle intelligenti spunti di riflessione.

Grazie ancora e continui a seguirci.

Diego Minonzio

Tagliamo i costi della Casta-lombarda! Avviata la raccolta firme per il Progetto di Legge di Iniziativa Popolare

Pronti? Partenza? Via!

L’iniziativa è partita, è stata AVVIATA LA RACCOLTA FIRME per il Progetto di Legge di Iniziativa Popolare che si pone l’obiettivo di ridurre di decine di milioni di euro i costi della politica in Lombardia, combattendo gli sprechi della cosiddetta “Casta” politica e pagati dalla collettività, a cominciare dagli spropositati costi del Consiglio Regionale della Lombardia per stipendi, diarie, trasferte, vitalizi, indennità varie, dei Consiglieri Regionali.

Gli obiettivi del Progetto di Legge sono:
1.         dimezzare i compensi dei consiglieri regionali (indennità mensile e diaria)
2.         eliminare il vitalizio oggi spettante al consigliere
3.         eliminare l’indennità di fine mandato
4.         ridurre e regolamentare in modo più rigoroso e
controllabile le spese per gli spostamenti e per le missioni per arrivare ad una riduzione complessiva dei costi pari al 54%, traducibile in oltre 58 milioni di euro nell’arco di un mandato (cinque anni) del Consiglio Regionale lombardo.

E’ un momento particolare per il Paese, per la democrazia, dove una Casta autoreferenziale impone sacrifici economici ai cittadini distruggendone il futuro con tagli orizzontali indifferenziati a servizi essenziali e strategici quali scuola, assistenza sociale, trasporti, sanità, ma non interviene minimamente su quell’abnorme
costo che grava sulla collettività e che serve a mantenerla.

Per combattere questa battaglia il Comitato Promotore, formato da cittadini aderenti al MoVimento 5 Stelle, ha scelto  uno dei più importanti strumenti di democrazia diretta che la Costituzione Italiana concede, uno strumento propositivo in mano ai cittadini, quello l’istituto del Legge di iniziativa Popolare.

L’iniziativa è aperta all’adesione, al sostegno e alla promozione da parte di tutti quei cittadini e gruppi di cittadini che si riconoscano nelle finalità, negli stessi principi e valori che ne stanno alla base.

Il Progetto di Legge di iniziativa Popolare per essere presentato in Consiglio Regionale necessita di almeno 5.000 firme che dovranno essere raccolte in 6 mesi.

VIENI A FIRMARE ANCHE TU, insieme possiamo contribuire a ridurre di decine di milioni di euro i costi della politica in Lombardia, UNISCITI A NOI IN QUESTA BATTAGLIA! 

Vai alla pagina del sito web dedicato operativamente al progetto: www.zeroprivilegi.org/dove-firmare/ troverai sia l’indicazione dei comuni lombardi dove è già disponibile il modulo per la raccolta firme presso gli uffici comunali, sia i banchetti organizzati sul territorio dai sostenitori del progetto.

Il Comitato Promotore (Luis, Francesco, Gianmarco, Ettore, Alberto, Maurizio)

E se la Padania perdesse il consenso dei Padani?

Tira brutta aria nella Lega…

A Matteo Salvini domenica è stato imposto dai gerarchi di recedere dall’impegno già preso con Lucia Annunzianta per una puntata speciale del suo programma che si sarebbe svolta in diretta con Radio Padania (Salvini ne è direttore), recesso a sole due ore dalla programmata diretta, con tutte le attrezzature RAI già pronte in via Bellerio…

Ora il Trota contestato clamorosamente in quel di Tradate durante un convegno sul federalismo (ndr. alle scorse elezioni regionali a Tradate il 32% dei voti è andato alla Lega, risultato primo partito, seguito dal PDL al 30%, e dal PDmenoelle al 18%) , e che cerca maldestramente di difendersi da quanto scritto nello striscione: “Più trote nei fiumi meno trote al governo” affermando che: “Non sono al governo, sono in regione!”

integrando con l’ennesima figuraccia l’imbarazzante curriculum di quello che comunque nessuno può permettersi di definire un acclarato somaro per non rischiare di offendere anche i somari veri, splendidi animali e di grandi qualità.

Certo che fa il consigliere regionale! Ma evidentemente non ha ancora capito che anche una regione è governata, e nello specifico quella lombarda è governata dalla coalizione con la quale è stato eletto, ma forse non se n’è ancora accorto: qualcuno allora glielo spieghi!

L’ennesima prova che la Lega è perfettamente organica al resto della Casta: stesse regole, stesse dinamiche, stessi metodi: stretta cerchia di comando intorno al capo, vero e proprio padrone, poi intorno un codazzo di portaborse parcheggiati in ruoli amministrativi grazie ai listini bloccati (nel Consiglio Regionale, ricordiamoci, continua ad esserci anche tal igienista dentale Nicole Minetti…) utilizzati o per votare in modo telecomandato, oppure mandati in giro a rappresentare il partito come grottescamente avvenuto a Tradate, oppure ancora mandati in giro a far altro (l’igienista) a spese della collettività (ndr. Trota, Minetti, e ogni altro consigliere costano ai cittadini circa 800.000 € cadauno per il loro mandato quinquennale!)

Quello che però più risulta interessante è che la contestazione è arrivata da giovani e giovanissimi: sarà mica allora che le nuove leve leghiste si rendano conto di aver apppunto di fronte (al di sopra) una tessera perfettamente integrata nel puzzle della Casta Nazionale e a cui non fotte rigorosamente nulla della meritocrazia?

Speriamo, indipendentemente da come la si pensa, e da che parte si stia.

Meglio infatti persone intelligenti, serie, affidabili, capaci, competenti, ovunque esse stiano, in qualunque parte politica, anche nella Lega, certamente, piuttosto che meri portaborse e/o utili-idioti.

Grosse Koalition nazionale: a Varese e dintorni che ne pensano?

Preso con le pinze, come con tutti i sondaggi, quello de La Provincia di Varese è un sondaggio interessante per capire, in linea di massima, le posizioni dei cittadini del varesotto e dintorni, circa una ‘Grosse Koalition‘ su scala nazionale.

La semplificazione del quotidiano riflette il bipolarismo (fallimentare) oggi ancora esistente forzando il lettore a schierarsi sul lato centrodestra o sul lato centrosinistra, non riuscendo ad evidenziare posizioni come quella degli elettori dalla Lega Nord, e diluendo il neoformatosi cosiddetto ‘Terzo Polo‘ che dovrebbe ritrovarsi in buona misura, tra i votanti nel sondaggio, nel centrodestra.

Comunque interessante da leggere e fa riflettere, stante anche il numero di votanti dal 15 Novembre scorso è un numero statisticamente significativo su scala locale

Vogliamo la moratoria – Sosteniamo il Forum dei Movimenti per l’acqua

Il Forum dei Movimenti per l’acqua ha portato avanti negli ultimi due mesi una campagna per la moratoria sulle scadenze previste dal “Decreto Ronchi” e dal “Decreto Calderoli”, riguardanti rispettivamente i processi di privatizzazione del servizio idrico integrato e la soppressione delle Aato (Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale).

I cittadini, sottoscrivendo i 3 quesiti per l’acqua pubblica proposti dal Forum dei Movimenti per l’acqua, hanno chiesto di esprimersi attraverso il voto referendario ed è giusto che nel frattempo le privatizzazioni si fermino.

Ci uniamo pertanto al Forum nel sollecitare tutti i cittadini ad inviare il 21 e 22 dicembre a tutti i Parlamentari la richiesta di approvazione di moratoria.

TU, Reporter a 5 Stelle

Cosa succede nel territorio dove vivi o lavori?

Che problemi riguardanti ambiente, energia, salute, trasporti, scuola, lavoro, imprese, giovani, anziani, esistono e di cui occorre parlare, approfondire, discutere, denunciare, e sulla base dei quali fare proposte?

Se vivi o lavori nell’area prealpina lombarda (VA, CO, MB, LC, SO, BG, BS) collabora alla realizzazione del progetto, diventa un Reporter a 5 Stelle!

Scrivici a: prealpi_lombarde_5_stelle@hotmail.it

Non è violenza questa?

Non è violenza, nel ruolo di governanti, fare finta da tre anni che la crisi non esista e portare sull’orlo del baratro centinaia di migliaia di famiglie? 600mila lavoratori sono in cassa integrazione e verosimilmente al termine non avranno più un posto di lavoro, altri 540mila hanno perso il posto negli ultimi due anni, e l’economia del paese è ferma.

Non è violenza, nel ruolo di governanti, occuparsi solo e soltanto dei fattacci propri per impedire di essere giudicati per corruzione e godendosela con prostitute e minorenni? Ed affermare che il futuro per una ragazza è sposarsi un uomo ricco.

Non è violenza, nel ruolo di governati, comprarsi tutto e tutti, dai politici, ai collaboratori, ai funzionari pubblici, agli imprenditori, ai dipendenti? Il controllo da parte della Casta dei media lascia filtrare solo e soltanto una minima parte.

Non è violenza, nel ruolo di governati, abbandonare il patrimonio culturale, un valore inestimabile consegnatoci dalla storia, custodito e difeso dai nostri padri? I fondi per sostenere il patrimonio artistico e culturale sono di un ordine di grandezza inferiori allo spreco

Non è violenza, nel ruolo di governati, smontare in modo calcolato, pezzo per pezzo, la scuola e l’università pubblica per riportare indietro la società ad un neo-analfabetismo per essere meglio controllata e manipolata in modo populistico dalla classe dirigente che sarà cresciuta nelle strutture private? Certe ministre non sono solo incompetenti, ma peggio eseguono alla perfezione gli ordini impartiti.

Non è violenza, nel ruolo di governati, spacciarsi come fautori della lotta alla criminalità organizzata mettendo il cappello sullo straordinario lavoro della magistratura che viene nel frattempo attaccata, insultata, a cui vengono tolte risorse, e mettendo al contempo in braghe di tela le forze dell’ordine a cui vengono tagliati i costi indispensabili, persino il carburante per le pattuglie? Già, ma le ‘Ronde Padane’ sarebbero il surrogato di un neofascismoleghista strisciante.

Non è violenza dover appartenere in Lombardia (e non solo, ormai) a ‘Comunione & Fatturazione’ oppure alla Lega Nord per poter ambire ad un posto di lavoro in una struttura pubblica, o per riuscire a vincere un bando per un appalto pubblico o un finanziamento agevolato? Provare, provare per credere…

Se tutto ciò e molto altro ancora è violenza, non siamo più in democrazia, le regole si sono infrante.

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