Vincitori e vinti

Quattro Sì.

Una disfatta per quei politici che pensavano di essere “i principi” dell’Italia e una vittoria per la gente. I politici sono precipitati nella realtà in un giorno e mezzo, si sono resi conto che in Italia comanda il popolo e loro sono solo dei dipendenti statali pagati (troppo) per amministrare il paese.

L’acqua è un bene comune e tale è rimasto.

Lo è rimasto in barba ai furbetti, alle società multiutility colluse con la politica, allo IOR, alle multinazionali col cappello in mano e ai partiti trasformisti che dicono NO “ma anche” Sì.

Il nucleare non lo vogliamo e lo abbiamo ribadito.

Spiace un po’ per il povero Veronesi che ci aveva (ri)messo la faccia con quel suo bel sorriso a 78 denti. Lui era pronto a portarsi le scorie radioattive in camera da letto pur di veder costruire una centrale nucleare per il progresso del nostro paese, talmente era “affascinato”, come lui stesso disse, dal neutrone che bombarda l’atomo. Un innamoramento senile per una tecnologia sua coetanea, una specie di tardiva manifestazione di quell’amore per la cugina che tutti (o quasi) abbiamo provato. Non prendertela Umberto, stai tranquillo, rimangono gli inceneritori a provocare il cancro per cui non ti mancherà il lavoro e poi potrai sempre aprire una filiale a Fukushima, lì c’è molto da fare.

Spiace per la povera Prestigiacomo, improbabile ministro dell’ambiente che si era perfino rovinata la messa in piega indossando il caschetto antinfortunistico per promuovere il nucleare in quel di Flamanville.

Spiace per il povero Scaiola, talmente determinato a favorire le centrali americane da non accorgersi che gli stavano comprando un appartamento.

Spiace per il nostro amato cavaliere talmente determinato a favorire le centrali francesi da privare il suo vulcanico governo di un personaggio di spicco come Scaiola. Non prendertela Silvio, sappiamo che a te interessava il “legittimo impedimento”, mentre il resto è solo una gran seccatura, ma con tutti gli avvocati che hai in parlamento stai tranquillo che ne inventeranno un’altra.

Spiace per il povero Chicco Testa… lui aveva speso anima, corpo e tutto il neurone che aveva, pur di promuovere il nucleare. Chicco! Lascia perdere l’atomo! Ritirati in un bel posticino e goditi i soldi! Puoi acquistare una bella villetta vicino ad una centrale atomica in Francia e darti alla pesca. Lì starai bene! Ti procuri una cannetta e via! Il Forum nucleare, che tanto ti ha assorbito, si può sempre modificare in “Forum della scardola nucleare” e lì potrai mettere on-line le foto dei pesci che prenderai. Lascia stare l’energia, dài! Su con la vita! W la pesca!

Facciamo un bell’applauso a questi personaggi “diversamente vincenti” e un “in bocca al lupo” per il loro prossimo futuro da pensionati sperando che gli eredi siano migliori.

Tagliamo i costi della Casta-lombarda! Avviata la raccolta firme per il Progetto di Legge di Iniziativa Popolare

Pronti? Partenza? Via!

L’iniziativa è partita, è stata AVVIATA LA RACCOLTA FIRME per il Progetto di Legge di Iniziativa Popolare che si pone l’obiettivo di ridurre di decine di milioni di euro i costi della politica in Lombardia, combattendo gli sprechi della cosiddetta “Casta” politica e pagati dalla collettività, a cominciare dagli spropositati costi del Consiglio Regionale della Lombardia per stipendi, diarie, trasferte, vitalizi, indennità varie, dei Consiglieri Regionali.

Gli obiettivi del Progetto di Legge sono:
1.         dimezzare i compensi dei consiglieri regionali (indennità mensile e diaria)
2.         eliminare il vitalizio oggi spettante al consigliere
3.         eliminare l’indennità di fine mandato
4.         ridurre e regolamentare in modo più rigoroso e
controllabile le spese per gli spostamenti e per le missioni per arrivare ad una riduzione complessiva dei costi pari al 54%, traducibile in oltre 58 milioni di euro nell’arco di un mandato (cinque anni) del Consiglio Regionale lombardo.

E’ un momento particolare per il Paese, per la democrazia, dove una Casta autoreferenziale impone sacrifici economici ai cittadini distruggendone il futuro con tagli orizzontali indifferenziati a servizi essenziali e strategici quali scuola, assistenza sociale, trasporti, sanità, ma non interviene minimamente su quell’abnorme
costo che grava sulla collettività e che serve a mantenerla.

Per combattere questa battaglia il Comitato Promotore, formato da cittadini aderenti al MoVimento 5 Stelle, ha scelto  uno dei più importanti strumenti di democrazia diretta che la Costituzione Italiana concede, uno strumento propositivo in mano ai cittadini, quello l’istituto del Legge di iniziativa Popolare.

L’iniziativa è aperta all’adesione, al sostegno e alla promozione da parte di tutti quei cittadini e gruppi di cittadini che si riconoscano nelle finalità, negli stessi principi e valori che ne stanno alla base.

Il Progetto di Legge di iniziativa Popolare per essere presentato in Consiglio Regionale necessita di almeno 5.000 firme che dovranno essere raccolte in 6 mesi.

VIENI A FIRMARE ANCHE TU, insieme possiamo contribuire a ridurre di decine di milioni di euro i costi della politica in Lombardia, UNISCITI A NOI IN QUESTA BATTAGLIA! 

Vai alla pagina del sito web dedicato operativamente al progetto: www.zeroprivilegi.org/dove-firmare/ troverai sia l’indicazione dei comuni lombardi dove è già disponibile il modulo per la raccolta firme presso gli uffici comunali, sia i banchetti organizzati sul territorio dai sostenitori del progetto.

Il Comitato Promotore (Luis, Francesco, Gianmarco, Ettore, Alberto, Maurizio)

La crisi decisionale italiana

La crisi economica, sociale e ambientale italiana ha un denominatore comune ed è da individuare nella incapacità decisionale della politica.

Che cos’è la politica? Dopo anni di ignobili teatrini televisivi pieni di politici-divi che litigano su tutto e che si interrompono reciprocamente i discorsi, sembra che la politica sia semplicemente parlare male o bene del tal politico.

No, questo non è fare politica: questo è parlare dei politici.

Fare politica significa avere una visione del futuro e basandosi su di essa, impostare leggi e provvedimenti volti a garantire un’esistenza dignitosa alle future generazioni. Oggi non è più così, lo scopo principale di un politico è semplicemente conquistare consensi e grazie alle raffinate alchimie della comunicazione televisiva, riesce a farlo anche solo curando la propria immagine facendo passare in secondo piano tutto il resto. Una politica fatta solo di sorrisi, scollature, cerone, trapianti di capelli e gare a chi fa la battuta migliore… non può portare a nulla né di concreto né di buono per il paese.

E così, dopo quasi 17 anni di seconda repubblica e tante promesse a vuoto, l’Italia si ritrova a fare i conti con i risultati della politica del nulla. Diciassette anni di nulla, nessun piano sulla mobilità, nessun piano sull’ambiente, nessun piano serio sull’energia… niente. Potremmo definire questa fase storica della politica nostrana semplicemente prendendo in prestito il titolo del film “Sotto il vestito niente”.

A onor del vero qualcosa è stato fatto ma non ha nulla a che spartire con il bene comune, al di là delle leggi evidentemente cucite su misura del Presidente del Consiglio per evitargli di fare i conti con il suo passato, il grosso problema è che la gente continua a votare persone che ricoprono cariche pubbliche avendo in mente che “privato è meglio”.

Non serve molto cervello per capire che una politica del genere crea grassi guadagni a pochi e miseria per molti.

Il mercato serve, certo, ma le dinamiche economiche legate alle economie di scala e al meccanismo della domanda e offerta creano vantaggi per la collettività solo per alcuni tipi di attività come quelle manifatturiere o commerciali ma non per servizi monopolistici come le telecomunicazioni o le autostrade. Non è difficile capire che se i pedaggi e il canone telefonico si pagano ad aziende privatie poi mancheranno soldi nelle casse statali. Per non parlare poi di sanità e scuola…

Com’è possibile concepire di incentivare la sanità privata a scapito di quella pubblica se non mossi da interessi corporativi? Se mi devo operare ad un ginocchio chi mi dice qual’è la migliore clinica? Quella dove si paga di più? Se sono solo un operaio e non posso permettermelo? Le gamba mi serve per lavorare!

Com’è possibile sottrarre risorse alla scuola pubblica finanziando la scuola privata perché: “Costa meno allo stato”? Lo stato siamo noi e se dobbiamo mandare i figli alla scuola privata dobbiamo pagare noi la relativa retta che comprende anche il lucro dell’istituto e non solo il costo del servizio.

Qualsiasi persona mentalmente “normodotata” è in grado di capire questo. Ma allora che cosa ha manomesso il meccanismo decisionale della politica italiana, meccanismo del quale dovremmo far parte? Perché i cittadini non sono più in grado di valutare serenamente queste cose?

Per la mancanza di una corretta informazione.

Se i media avessero fatto il loro dovere in questi anni, ora non ci troveremmo nel baratro. Una corretta informazione porta a conoscenza il cittadino di come i politici stanno operando e lo mette in condizione di bocciarli o promuoverli con il suo voto. Una informazione distorta (una dis-informazione) rinnega la sua stessa vocazione: la dis-informazione è “cane da guardia” del potere mentre la corretta informazione è “cane da guardia” della società contro gli abusi del politico.

Se i cittadini fossero stati correttamente informati sulla mancanza di chiarezza del passato di Berlusconi non lo avrebbero votato e anche gli altri partiti sarebbero stati attenti a non compiere abusi.

Se l’informazione avesse consentito ai cittadini di scegliere basandosi sulla verità, ora non avremmo avuto un parlamento pieno per metà di lobbisti e per il resto da yes-men. Nelle condizioni in cui siamo qualsiasi partito non può fare a meno di fare la corte a qualche centro di interesse economico se vuol salvare la poltrona. Questa è una delle conseguenze del Berlusconismo, un male che parte da lontano, ben prima della “discesa in campo” del Cavaliere celebrata in TV con video messaggio in stile “Presidente della Repubblica”.

Adesso dobbiamo fare i conti con i cocci della nostra economia, con la volontà perversa di continuare a privatizzare tutto, di far soldi a scapito della salubrità dell’aria e del territorio.

Forse siamo alla fine dell’impero politico di Berlusconi (anche se è lecito aspettarsi un rimbalzo in stile gatto morto) ma chi verrà dopo, come si comporterà? Magari non avrà la necessità di farsi le leggi su misura, ma il resto sarà a beneficio di chi? La politica post-Berlusconi sarà in grado di riparare a tutti guasti operati dal suo predecessore? Probabilmente no perché la leggina-sopruso passata sotto silenzio del popolo fa comodo.

Queste cose non dovranno più succedere, così come dovrà finire quella bizzarra mentalità secondo cui se si è votati ci si sente autorizzati a fare tutto quello che passa per la testa. Deve finire quel giochetto inventato dal nostro amato Cavaliere secondo il quale se sei in disaccordo con lui “sei comunista”. Questa è una trappola dalla quale dobbiamo imparare a fuggire.

Non dobbiamo avere paura del “comunista” o del “fascista” ma di chi calpesta la Costituzione e le sue regole democratiche. La democrazia si fonda sul principio che “Il popolo è sovrano” e smettiamo di credere nel “salvatore della Patria”: sono le idee che devono comandare e non le persone.

Solo se saremo in grado di seppellire questi reperti archeologici di mentalità politica potremo lentamente uscire dal pantano, è un dovere di tutti, nessuno si senta escluso. Solo se impareremo a guardare la TV con lo stesso approccio critico con cui trattiamo gli altri media potremo uscire da questo stallo e rioccupare il posto che ci spetta, come cittadini, nella macchina decisionale del nostro paese.

COMITATO VAL SUGANA – Colata di cemento su Monza: cittadini al contrattacco!

La giunta Lega-Pdl di Monza vuole trasformare la nostra città in una nuova metropoli con una vera e propria colata di cemento.

Ai cittadini, già stretti in una viabilità soffocata e inquinante (le ultime notizie danno Monza come la città più inquinata della Lombardia!!) sottrarranno TUTTE le ultime aree verdi della città costruendo di tutto, puntando all’aumento della popolazione del 40% e incrementando così anche il traffico automobilistico che immobilizzerebbe definitivamente le strade cittadine!

A questo proposito la città si sta riunendo in Comitati cittadini e Comitati di quartiere e si sta organizzando anche con il nostro appoggio e delle forze politiche di minoranza con eventuali punti informativi, banchetti e contatti in rete, facebook e mailing list per battere sul tempo la giunta che vuole nel mese di gennaio, approvare questa indecente Variante al Pgt.


‘Ndrangheta a Como e a Lecco

Una delle domande principali che viene immediatamente da porsi è: possibile tanta omertà per oltre 25 anni?

Siamo al Nord, non nel profondo Sud, insomma… gente diversa, roba da DNA che nulla ha da spartire con la retorica celodurista che risulterebbe dominante qui al Nord da altrettanti anni, ponendo distinguo culturali e perfino razziali (prima degli extracomunitari, ricordiamocelo, verso i terroni).

Interessante oltre che importante leggere questa Intervista La Provincia al pentito Di Bella.

Ancora più importante è leggere il libro-inchiesta: Metastasi, di Gianluigi Nuzzi e Claudio Antonelli.

Un’ultima domanda: perché un’intervista così interessante ed importante fa fatica a circolare? Quanti l’avranno verosimilmente letta il 16-12-2010 su La Provincia di Como nel suo formato cartaceo ? Pochissimi cittadini, troppo pochi.
E allora perché La Provincia di Como non la rende disponibile sul proprio sito web così da poterne facilitare la circolazione?

Ci ponevamo la domanda circa l’omertà.

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