Video della serata bellanese di “Prima che diventi rifiuto”
24/12/2011 Lascia un commento
“Prima che diventi rifiuto” è stata un successo, le circa 150 persone presenti in sala a Bellano hanno potuto assistere ad una conferenza insolita dove cittadini e amministratori pubblici si sono confrontati su un tema che li tocca da vicino e riguarda il futuro dei figli di tutti noi: la sostenibilità del nostro sistema di gestione dei rifiuti nell’ottica del risparmio delle risorse. Alessio Ciacci, ospite della serata e relatore principale, ha esposto i risultati conseguiti nel comune di Capannori (LU) dove lui è assessore all’ambiente, risultati frutto di impegno e dedizione da parte di un ragazzo eccezionale come Alessio, supportato da una giunta comunale e un sindaco che sanno guardare lontano. Era presente in sala anche Marco Molgora, dirigente Silea invitato alla serata per confrontare il modello di gestione dei materiali post consumo posto in essere a Capannori e il sistema a gestione integrata in uso in provincia di Lecco. Non sono mancate critiche da parte del pubblico a un modello di gestione viziato dalla necessità da parte dell’inceneritore di Valmadrera di “approvvigionamento carburante” per poter produrre corrente incentivata da denaro pubblico e incassare i “certificati verdi” ovvero 2.5-3 mln di denaro pubblico ogni anno. La tanto sbandierata “economicità” del sistema Silea è tale solo al netto degli incentivi pubblici, assorbe gli introiti che derivano dalla vendita dei materiali riciclati e non incentiva una raccolta differenziata “spinta” che genererebbe ulteriore cassa. Tale sistema mal si adatta a chi persegue una strategia volta ad azzerare i rifiuti. Marco Molgora dal canto suo ha manifestato la propria opinione volta alla necessita “di superare il modello basato sugli inceneritori”. Questo lascia ben sperare anche se sarebbe interessante sentire cosa pensano gli altri dirigenti Silea e soprattutto cosa hanno intenzione di fare i sindaci associati che la popolazione ha votato. Una domanda interessante e stata quella riguardante il riciclo delle plastiche dure che ora finiscono nell’indifferenziato: “Perché le plastiche dure vendute per riciclabili al 100% come il PP (n.5), non si riciclano”? La risposta desolata del dirigente Silea è stata: ”Perché la normativa indica che vengano riciclati gli imballaggi mentre le plastiche dure sono invece il contenuto degli imballaggi e cioè i beni venduti”. Una risposta che lascia a bocca aperta e da’ l’idea della filosofia demenziale, per non dire malafede, di chi scrive leggi simili: questa è una mossa che assicura carburante agli inceneritori e introiti derivanti dal sempre più scarso e prezioso denaro pubblico limitando nei fatti la raccolta differenziata che può e deve diventare totale. Non è più tempo di stare zitti di fronte a ciò che sta succedendo, il confronto tra il modello Capannori che trae introito dalla vendita dei materiali post consumo, che aumenta l’occupazione in attività utili alla collettività, che riduce la produzione di rifiuti considerandoli come beni e non scarti, stride fino alle scintille in confronto con la vecchia filosofia “usa e getta” dell’incenerimento. Una filosofia frutto di un approccio alle risorse arrogante e superficiale che ormai ha fatto il suo tempo. Non possiamo spendere soldi per pagare la distruzione di materiali che possono essere riutilizzati, farlo è sciocco e stiamo, per giunta, diventando più poveri… questa è la realtà! Dobbiamo continuare la nostra battaglia contro questi mostri resi ormai inutili dalle raccolte differenziate spinte e da nuove tecnologie di riciclo della (ben poca) frazione non riciclabile. Chiudere la stagione fallimentare dei termodistruttori significherà contribuire a risolvere il problema dei costi di smaltimento, dei posti di lavoro, delle emissioni di CO2 e dello spreco di risorse che dovremmo condividere con le future generazioni. Mentre aspettiamo che la politica centrale e locale faccia pace col buonsenso non dobbiamo mollare, tutti noi dobbiamo contribuire, a seconda delle nostre capacità, per riportare chi ci amministra sulla retta via.
Ecco il video della serata, diviso in 5 parti delle quali riportiamo la prima, buona visione.



