Energia dalle acque reflue: la scelta di Rochefort

Siamo in recessione, che ci piaccia o no e dobbiamo fare i conti con essa, senza dubbio il problema principale è la mancanza di lavoro e porvi rimedio sarà impossibile se le regole attuali dell’economia non verranno riviste ma non è di questo che intendiamo parlare in questo articolo dove invece tratteremo un altro tipo di soluzioni per un periodo “speciale” come quello che stiamo vivendo e cioè la trasformazione dei costi in risorse.

Quando i soldi sono pochi bisogna aguzzare l’ingegno e cominciare a guardare le cose con un occhio diverso, di sicuro è un esercizio che può riuscire solo alle menti aperte che sanno riconoscere le opportunità anche in mezzo alle difficoltà.

A Rochefort ci hanno provato e con successo, ma come? Beh, tutti noi ricordiamo ciò che i nonni insegnavano e cioè che “buttare era sbagliato”, bene, a Rochefort non si butta neppure la cacca!

In questa cittadina francese affacciata sull’Atlantico hanno deciso di trasformare i costi di un depuratore in introiti per la collettività.

Come tutti sappiamo il costo di depurazione delle acque reflue è piuttosto alto e quantificabile in circa 55-60 euro/anno pro capite, per questo molti comuni hanno rinunciato in passato ad allacciarsi ad un depuratore preferendo pagare le multe che sono molto meno onerose.

A Rochefort invece hanno preso il toro per le corna e costruendo un particolare tipo di depuratore per le acque “nere” hanno compiuto il miracolo di trasformare i costi in risorse, il loro impianto, situato vicino al fiume Charente, depura le acque con il sistema del lagunaggio: prima di raggiungere il fiume, le acque passano attraverso un sistema di bacini dove vengano pulite attraverso la luce solare e la degradazione batterica e infine vengono fatte fermentare per produrre gas.

Questo sistema ha ridotto del 85% i consumi energetici rispetto ai depuratori tradizionali e i silos per la fermentazione dei fanghi posti a valle del sistema producono gas per autotrazione che viene poi venduto tramite dei distributori costruiti vicino all’impianto stesso generando introiti per la collettività.

Immaginiamo ora di promulgare una legge che consenta l’utilizzo di detersivi, saponi e shampoo solo se biodegradabili al 100%, con una legge simile anche i residui solidi potrebbero essere utilizzati in agricoltura senza nessun problema.

Impossibile? No di certo: già oggi sono disponibili detersivi e prodotti per l’igiene biodegradabili completamente e il loro costo leggermente più elevato verrebbe compensato ampiamente dai vantaggi economici derivanti dal binomio “risparmio energetico + introito” del sistema in uso nella cittadina francese.

Perchè non si fa?

Vincitori e vinti

Quattro Sì.

Una disfatta per quei politici che pensavano di essere “i principi” dell’Italia e una vittoria per la gente. I politici sono precipitati nella realtà in un giorno e mezzo, si sono resi conto che in Italia comanda il popolo e loro sono solo dei dipendenti statali pagati (troppo) per amministrare il paese.

L’acqua è un bene comune e tale è rimasto.

Lo è rimasto in barba ai furbetti, alle società multiutility colluse con la politica, allo IOR, alle multinazionali col cappello in mano e ai partiti trasformisti che dicono NO “ma anche” Sì.

Il nucleare non lo vogliamo e lo abbiamo ribadito.

Spiace un po’ per il povero Veronesi che ci aveva (ri)messo la faccia con quel suo bel sorriso a 78 denti. Lui era pronto a portarsi le scorie radioattive in camera da letto pur di veder costruire una centrale nucleare per il progresso del nostro paese, talmente era “affascinato”, come lui stesso disse, dal neutrone che bombarda l’atomo. Un innamoramento senile per una tecnologia sua coetanea, una specie di tardiva manifestazione di quell’amore per la cugina che tutti (o quasi) abbiamo provato. Non prendertela Umberto, stai tranquillo, rimangono gli inceneritori a provocare il cancro per cui non ti mancherà il lavoro e poi potrai sempre aprire una filiale a Fukushima, lì c’è molto da fare.

Spiace per la povera Prestigiacomo, improbabile ministro dell’ambiente che si era perfino rovinata la messa in piega indossando il caschetto antinfortunistico per promuovere il nucleare in quel di Flamanville.

Spiace per il povero Scaiola, talmente determinato a favorire le centrali americane da non accorgersi che gli stavano comprando un appartamento.

Spiace per il nostro amato cavaliere talmente determinato a favorire le centrali francesi da privare il suo vulcanico governo di un personaggio di spicco come Scaiola. Non prendertela Silvio, sappiamo che a te interessava il “legittimo impedimento”, mentre il resto è solo una gran seccatura, ma con tutti gli avvocati che hai in parlamento stai tranquillo che ne inventeranno un’altra.

Spiace per il povero Chicco Testa… lui aveva speso anima, corpo e tutto il neurone che aveva, pur di promuovere il nucleare. Chicco! Lascia perdere l’atomo! Ritirati in un bel posticino e goditi i soldi! Puoi acquistare una bella villetta vicino ad una centrale atomica in Francia e darti alla pesca. Lì starai bene! Ti procuri una cannetta e via! Il Forum nucleare, che tanto ti ha assorbito, si può sempre modificare in “Forum della scardola nucleare” e lì potrai mettere on-line le foto dei pesci che prenderai. Lascia stare l’energia, dài! Su con la vita! W la pesca!

Facciamo un bell’applauso a questi personaggi “diversamente vincenti” e un “in bocca al lupo” per il loro prossimo futuro da pensionati sperando che gli eredi siano migliori.

PrealpiLombarde5Stelle.org intervista Marco Boschini

Marco Boschini è una persona che non ha bisogno di presentazioni: intervistato di recente dal programma “Report” e apparso in TV anche nel salotto di “Parla con me” condotto da Serena Dandini, Marco Boschini è assessore nel comune di Colorno (PR) nonché Coordinatore dell’associazione “Comuni Virtuosi”.

Egli è indicato come il simbolo di un’avanguardia di amministratori pubblici che hanno fatto della sostenibilità ambientale, della sobrietà e della decrescita una filosofia di gestione pubblica. Persone come lui stanno dimostrando che si può amministrare conciliando risparmio e sviluppo umano senza distruggere il patrimonio ambientale che dovremo lasciare in eredità ai nostri figli.

PL5S.org.: Egr. Sig. Boschini, siamo un comitato di cittadini lombardi che credono nella cittadinanza attiva e Le proponiamo un’intervista sui temi che a nostro avviso sono le priorità per una vera politica che sia svincolata da ideologie ormai defunte e fuori dagli schemi basati su simpatie “di bandierina”. Come Lei già sa, siamo dei semplici cittadini incensurati.

Partiamo dalla prima priorità: L’ Ambiente.

Sui manifesti e sugli opuscoli elettorali che circolano in quantità industriali prima delle elezioni, si vede molto spesso la parola ambiente associata al turismo, allo svago e all’economia che tutto ciò si porta dietro. Forse è anche per questo che il concetto di ambiente per i nostri amministratori si riduce per lo più alla piantumazione di qualche albero nei giardinetti. Viviamo nel giardino d’Europa, l’Italia, e secondo Lei:

“Cosa significa per un amministratore virtuoso rispettare l’ambiente?”

M. B.: ”Attivare pratiche concrete di sostenibilità ambientale, “aggredendo” i progetti che sono sul tavolo di tutte le amministrazioni comunali: rifiuti, mobilità, energia, nuovi stili di vita, partecipazione e gestione del territorio.

I comuni possono cambiare il corso delle cose, riducendo la propria impronta ecologica e dare il buon esempio ai cittadini.

PL5S.org.: I problemi energetici, ambientali, sociali e occupazionali si possono considerare collegati tra loro e sono un’urgenza impellente per il nostro paese che la politica sembra prendere in considerazione solo nei ritagli di tempo portando avanti soluzioni  prese di fretta, senza un’adeguata informazione e spesso con la pretesa di risolvere problemi nuovi con soluzioni vecchie. Nell’attesa che persone più illuminate si insedino nelle sale del governo, secondo Lei:

“Cosa deve fare un amministratore virtuoso per “fare la propria parte?”

M. B.: ”Tagliare la bolletta energetica del comune intervenendo sugli edifici pubblici per l’efficienza e il risparmio energetico; approvare allegati energetici ai regolamenti urbanistici che impongano la ristrutturazione e la costruzione di abitazioni ed edifici vari secondo i criteri della bioedilizia e autoprodursi l’energia con fonti rinnovabili per consentire alla comunità di diventare indipendente energeticamente.” 

PL5S.org.: Le “normali” amministrazioni lamentano problemi economici e con questo alibi giustificano la loro mancanza di slanci.

“Come avete fatto voi a Colorno a superare questo tipo di problema? Siete forse ricchi?”

M. B.: ”I  progetti che migliorano l’ambiente spesso consentono alle amministrazioni, come nel nostro caso, di risparmiare risorse economiche. Non si spende di più, è vero anzi il contrario!”

PL5S.org.: E’ tristemente nota a tutti ormai la perenne emergenza rifiuti a Napoli (e non solo a Napoli) e gli inceneritori (definiti termovalorizzatori) sono spacciati come l’unica sana pratica per risolvere definitivamente il problema. Ci dica la Sua opinione in proposito.

“Come trattate i materiali post consumo a Colorno?”

M. B.: “Gli inceneritori sono il passato, e purtroppo la politica italiana (di destra e di sinistra) vede in queste macchine della morte l’unica strada percorribile per affrontare la questione rifiuti. Noi invece lavoriamo per la riduzione alla fonte (pannolini lavabili, acqua del sindaco, prodotti sfusi, riuso e recupero dei materiali post-consumo) il tutto accompagnato da una raccolta differenziata porta a porta spinta, con l’introduzione della tariffazione puntuale che va a premiare i cittadini virtuosi”.

PL5S.org.: un’altra nostra priorità è L’Acqua, ed è da intendersi come acqua pubblica, a questo punto Le chiediamo:

“Che senso ha, secondo lei, privatizzare il servizio idrico? Cosa dovrebbe fare un comune virtuoso per resistere a questo nuovo attacco ai beni comuni?”

M.B.: “Non si può e non si deve privatizzare anche l’acqua, non ha alcun senso se non quello di consentire affari d’oro ai soliti noti. I comuni devono battersi, come abbiamo fatto in molti dei nostri comuni, modificando lo Statuto comunale e inserendo l’acqua come bene primario della comunità, appoggiando e sostenendo i referendum prossimi venturi, sempre che questo Governo eversivo non si inventi qualche artifizio per farli saltare.”

 PL5S.org.: Un capitolo dolente del nostro paese si chiama sviluppo, una parola usata, abusata e spesso abbinata al PIL:

“Ha senso parlare ancora di PIL? Che tipo di sviluppo lei metterebbe in atto nell’Italia del 2011? Da dove partirebbe e con quali obiettivi?”

M.B.: ”Nessuna forza politica al momento mette in discussione la crescita infinita e lo sviluppo per come lo conosciamo, con tutti i disastri che ha creato negli ultimi anni rispetto al territorio. I Comuni virtuosi stanno dimostrando però che è possibile invertire la rotta, che fare scelte di buon senso e sobrietà migliora la qualità della vita delle persone, riducendo al contempo l’assurdo assunto che ci vedrebbe tutti impegnati a produrre, consumare, buttare sempre più in fretta e senza limiti…”

PL5S.org.: Qual’è la sua visione di una “connettività” efficace, connettività è una parola poco usata che racchiude in se termini come comunicazione, informazione, partecipazione…

“Come dovrebbe essere la connettività in un comune virtuoso?”

M.B.: “La connettività in un comune virtuoso significa consentire a tutti i cittadini di navigare liberamente e senza limiti in rete, intervenendo con forme incentivanti e serate informative per avvicinare internet alle fasce più deboli e comunque “lontane” a questa tecnologia (soprattutto gli anziani).”

PL5S.org.: Un altro capitolo fondamentale della nostra società sono i “trasporti”, sappiamo quanto sia tossico e congestionato il traffico nel nostro paese e l’entità dei costi che le infrastrutture necessarie richiedono, per cui Le chiediamo:

“Come dovrebbero essere organizzati i trasporti del futuro… o è il caso di dire “del presente”? Da dove Lei comincerebbe a costruire una nuova mobilità? Servono altre infrastrutture nel nostro paese?”

M.B.: “Al nostro Paese serve una classe dirigente degna di questo nome, che predisponga un serio programma per una mobilità davvero sostenibile ed efficiente. Non servono nuove infrastrutture, serve una colossale opera di manutenzione straordinaria delle infrastrutture esistenti, ampliando e migliorando il trasporto pubblico e collettivo, facendo però in modo che i mezzi siano in orario, puliti, flessibili e dentro ad una filiera di sostenibilità che consenta ai cittadini di rinunciare all’auto privata.”

PL5S.org.: Abbiamo quasi finito ma non vogliamo lasciarla senza una domandina cattiva. Lei è coordinatore dell’associazione “Comuni virtuosi”:

“Le sembra normale che esista un’associazione dei “comuni virtuosi”? Secondo lei sono “virtuosi” i comuni dell’omonima associazione o negligenti tutti gli altri? Cosa frena lo slancio dei nostri amministratori nella voglia di cambiare il mondo inseguendo un’utopia da trasformare in realtà, volontà che ogni politico dovrebbe avere in sé?

M.B.: In  un Paese normale un’associazione come la nostra non esisterebbe affatto, passiamo per supereroi ma siamo persone normali, piene di difetti, che però entrano nelle istituzioni locali da cittadini, mettendo in campo con umiltà e concretezza le proprie idee, emozioni, progetti.

A livello locale l’ostacolo più grande è quasi sempre la pigrizia degli amministratori, man mano che si sale nella scala gerarchica delle istituzioni entrano però in gioco interessi, speculazioni, affari…”

PL5S.org.: Le amministrazioni locali da noi stanno vivendo un boom della Lega Nord, più per effetto di abile demagogia che reali meriti e le amministrazioni avverse sono per lo più formate da liste civiche PD con l’appoggio di liste di SX e indipendenti.

Si vive in una specie di perenne guerra con la Lega Nord e i provvedimenti messi in atto sono sempre all’ordine dell’ ”accontento un po’ tutti per non sbagliare”.

Questa politica di bassa lega ridotta a bisticci di bandierina porta a non sbilanciarsi su nulla e più che un sentiero per cavarsela dai guai sembra un’autostrada verso il fallimento.

“Qual’è la Sua opinione in proposito?”

M.B.: ”Il PD è spesso bersaglio di tutti i soggetti, istituzionali e non, che stanno dalla parte opposta di questo Governo folle che sta portando il Paese alla deriva. Non voglio fare polemiche o il piccolo Renzi della situazione: è però evidente che l’attuale classe dirigente nazionale del Pd come di gran parte dei partiti presenti fuori e dentro il Parlamento è da pensionare… La politica di professione non può funzionare, in questo concordo con quanto dice da anni l’amico Beppe Grillo, due mandati e a casa!”

PL5S.org.: Lei è intervistato dalle TV ed diventato un esempio di amministratore virtuoso:

“Non crede che una amministrazione “virtuosa” sia la strada giusta per mettere in serie difficoltà le opposizioni politiche?”

M.B.: ”Noi non vogliamo mettere in difficoltà nessuno, gran parte delle nostre amministrazioni hanno sindaci del PD, ma anche alcuni del centro destra. Il buonsenso non è né di destra né di sinistra. Continuiamo a testa bassa il nostro lavoro, il virus lentamente si sta diffondendo e il cambiamento è già in atto, dal basso.”

PL5S.org.: Un’ultima domanda:

“Alcuni di noi hanno aderito al Movimento 5 stelle, qual’è la sua opinione su questo movimento ?”

M.B.: ”E’  un movimento di cittadini, che ha portato una ventata generale di rinnovamento, avendo soprattutto il merito di aver obbligato la politica istituzionale ad affrontare temi importanti altrimenti confinati nel dimenticatoio. Molte delle idee e dei progetti che intendono realizzare sono i progetti che noi abbiamo già realizzato in giro per l’Italia in questi anni. Penso che sia un bel movimento e spero vivamente che riesca anche a distinguere il bene dal male, ciò che funziona da ciò che va cambiato…!”

PL5S.org.: La salutiamo e le auguriamo buon lavoro.

LIERNA: Centrale a Biomassa. La storia finita?

Ancora non lo sappiamo se possiamo tornare a dormire tranquilli qui a Lierna. I presupposti ci sono, manca solo la parola FINE.

Al consiglio comunale di sabato scorso 26 marzo, all’interrogazione della minoranza il nostro sindaco ci ha dato la risposta che aspettavamo da tempo “senza i finanziamenti della regione non si farà”. Bella notizia davvero, perché  Provincia e  Regione hanno già detto “NO” ben due volte. L’ultima bocciatura è quella datata 7 marzo 2011 firmata dall’Ing. Canali, responsabile del procedimento della Provincia di Lecco.

I dettagli che spiegano le motivazioni non sono poca cosa. Entriamo nel merito:

Primo: Vantaggi per chi?

Si boccia non perché mancano i fondi, come qualcuno ha detto, ma perché “il progetto richiesto a contributo non comprende elementi che ne evidenziano la pubblica utilità essendo tali elementi (la rete di teleriscaldamento) rinviati ad una successiva fase progettuale e realizzativa”. Quindi le opere per cui è richiesto il contributo “non soddisfano il requisito di pubblica utilità richiesto dal bando”. Questa era la stessa critica mossa dalla minoranza e dal Comitato No alla Centrale, anche in occasione della conferenza/dibattito del 25 febbraio scorso quando è stato ripetutamente chiesto di spiegare quali sarebbero stati i vantaggi per i cittadini.

Secondo: Chi paga?

Il Comune di Lierna aveva allegato le manifestazioni d’interesse di tre privati per il finanziamento della somma non coperta dalla regione, ma la provincia rileva che non è stato presentato un piano finanziario dettagliato come richiesto, e “allo stato attuale non si è quindi in grado di determinare se l’intervento proposto sia, nel suo complesso, finanziariamente sostenibile o meno.”

Anche su questo punto minoranza e Comitato avevano espresso molte perplessità. I finanziamenti concessi avrebbero infatti coperto solo un terzo del costo stimato pari a 12 milioni di euro. Ciò significa che l’investimento dell’eventuale privato sarebbe stato piuttosto significativo. Ovviamente un privato non si assume spese e rischi ingenti per niente, a meno sia un benefattore. E qui nascono le nostre preoccupazioni.

Terzo: Tempi.

Il verbale della Provincia spiega che le disposizioni attuative della misura di finanziamento prevedono 15 mesi di tempo decorrenti dalla data di comunicazione del provvedimento di ammissione a finanziamento per la realizzazione dell’opera. “Allo stato attuale non sono state fornite evidenze relative al rispetto di tali termini per la realizzazione dell’intervento (…) non è stato fornito quanto richiesto, ovvero un crono programma relativo alla tempistica di esecuzione del progetto.”

Quarto: Autorizzazioni.

Si legge che “La documentazione allegata alla domanda di contributo non è sufficiente a garantire le disposizioni di bando di finanziamento in quanto ad oggi, data di chiusura dell’istruttoria, il progetto non è in possesso del permesso di costruire o di un atto avente i medesimi effetti.”

Quinto: Il materiale.

Su questo punto i tecnici della Provincia praticamente ribadiscono quanto sostenuto fin dall’inizio dai cittadini del Comitato e dalla minoranza, e recentemente anche dalle voci autorevoli della presidente di Legambiente Costanza Panella e del Prof. Giancarlo Chiesa, ordinario di fisica tecnica ambientale al politecnico di Milano: il materiale idoneo non è reperibile in loco.

Testualmente: “ Si ritiene che, ad oggi, il comune di Lierna non ha documentato l’oggettiva possibilità di reperire il materiale necessario al funzionamento dell’impianto. (…) si ritiene che il Comune abbia progettato un impianto che risulta, dai dati oggi forniti, sovradimensionato rispetto all’effettiva disponibilità di combustibile.”

Sesto e ultimo: Il Progetto non è finanziabile perché  “le iniziative volte a fornire servizi essenziali per il tessuto produttivo e sociale delle aree rurali sono finanziabili se i destinatari del servizio sono in prevalenza occupati nel settore primario o membri della famiglia agricola e quindi che le attività agricolo-forestali e quelle ad esse connesse (ambiente, agroindustria, turismo rurale..) ne ricevano un concreto beneficio.”

Le ragioni del NO fornite dalla Provincia ci sembrano quindi ben fondate e articolate. Tanto sensate quanto quelle espresse da Costanza Panella e dal Professor Chiesa durante la già citata conferenza.

Sono le ragioni del SI’ che ci sembrano deboli. Mi riecheggiano continuamente in testa le parole del sindaco che risponde alla domanda “perché a Lierna?” “perché sono il sindaco di Lierna, se fossi il sindaco di Tokyo la farei a Tokyo” (per correttezza chiariamo che è successo prima della tragedia terremoto-tzunami-nucleare)

Ciononostante il Comune di Lierna, non soddisfatto dalle motivazioni della Provincia, ha ripresentato le proprie memorie scritte per ridefinire la propria posizione.

A questo punto ci sembra poco plausibile che Provincia e Regione rivedano le loro valutazioni.

Attendiamo quindi fiduciosi la parola FINE pronunciata dai nostri amministratori.

Olkiluoto: il prologo del rinascimento nucleare italiano

Un reportage datato 21 gennaio 2011 del quotidiano “La Repubblica” illustra come stanno procedendo i lavori di costruzione della centrale nucleare EPR di Olkiluoto, in Finlandia, dove si sta costruendo un impianto uguale a quelli che la stretta di mano Berlusconi-Sarkozy ha deciso di regalare anche all’Italia.

Bello vero? Un bel cubotto che potrebbe essere un monumento, un monolito stile “2001 Odissea nello spazio” del quale non si conosce il senso, una moderna piramide eretta in adorazione del demone del cemento, tanto caro al nostrano partito del “fare”.

Visto così pare l’ orrendo frutto dell’unione carnale del demone “cemento” e delle banche: figlio di un malefico sabba che sa di guadagno per pochi e problemi per molti.

Guadagni privati e conseguenze da scaricare sulla collettività… di domani, di dopodomani… fino ad arrivare a centomila anni, tanto è il tempo minimo durante il quale le scorie dovranno rimanere in sicurezza.

I lavori proseguono nella super-organizzata Finlandia in modo approssimativo con errori, dubbi e un nugolo di non-conformità, sarà perchè è un prototipo, sarà perchè si vuole risparmiare sulla manodopera in stile Marchionne, sarà che fa freddo… ma se questa è la nuova alba del nucleare forse è meglio ritornare a dormire.

Dormire?! Ma come si fa a dormire quando sai che costruiranno 4 o 5 (o forse più) centrali del genere nel tuo paese in barba ad un referendum, al buon senso, chiudendo gli occhi di fronte alle conseguenze che ci saranno anche senza incidenti per la contaminazione “accettata” da Trizio, senza curarsi dell’eredità di scorie che lasceremo alle future generazioni per millenni e che saranno da spostare in continuazione in cerca di posti senza infiltrazioni d’acqua, terremoti e pericolo di attentati terroristici?

Un lavoro immane e infinito e che darà ai nostri discendenti il motivo per mandarci al diavolo e con ragione da vendere.

Come procederranno i lavori qui, nel paese dei furbi, dove si mette meno cemento e più sabbia così si guadagna di più, dove gli interessi corporativi hanno compiuto uno sbarco nelle istituzioni?

Si andrà avanti spediti e senza errori “erigendo imperterriti con italico impegno e dedizione i grandi progetti che di tecnologia manterranno fulgido il nome della Patria” oppure se ne combineranno di tutti i colori (tanto il contratto non sarà “chiavi in mano”) e se il prezzo lieviterà come un soufflè in forno pagherà pantalone?

Con chi ce la prenderemo tra una quindicina d’anni quando scopriremo che avremo contaminato la nostra terra con il suo patrimonio gastronomico e alberghiero?

Con chi ce la prenderemo quando avremo scoperto di aver dilapidato miliardi di euro per costruire delle centrali che utilizzano un minerale in via d’esaurimento e che non possediamo?

Con chi ce la prenderemo quando i nostri nipoti ci chiederanno:”Ma perché utilizzavate l’energia solare così poco?”

Forse potremo arrabbiarci con un Veronesi dalla veneranda età di 101 anni? O con un novantenne Berlusconi sempre arzillo ma emigrato ad Antigua? Con gli scacchi di Chicco Testa?

Vedete voi ma forse è meglio arrabbiarsi ora, invece di piangere in braghe di tela sulle tombe radioattive di questi antieroi del rinascimento nucleare.

Buona visione (link al video).

Non biomassacriamo l’aria

La storia (si spera non infinita) della centrale a bio(non si sa quali)masse di Lierna è in progress.

Ne abbiamo parlato qui.

Alleghiamo un opuscolo distribuito dal comitato “NO ALLA CENTRALE DI LIERNA”.
Buona lettura.

NO ALLA CENTRALE DI LIERNA

La “partita a scacchi” del nucleare-1

Lo spot televisivo a sfondo scacchistico pro nucleare, al quale assistiamo da qualche giorno, ha dei lati curiosi e la curiosità più interessante era la risposta alla domanda: “Ma chi paga lo spot?”.

La pubblicità costa, lo spot interessa evidentemente a qualcuno a cui i soldi non mancano e non ci vuole molto per capire che potebbero essere quelli del “partito del cemento” e le lobby dell’energia “a costo alto per guadagnare di più” con la loro vasta schiera di amici politicanti scaldapoltrone… ma comunque il giornale “Il Fatto Quotidiano” ha sviscerato i sostenitori di quello spot: ecco il link all’articolo con l’elenco dei “radio-attivi”.

Che dire? Personalmente sono rimasto schifato nel vedere usare gli scacchi (mia passione) per uno spot del genere ma i contenuti sono anche peggiori.

La partita è giocata tra uno scettico e un sapiente.

Il primo dubbio dello “Scettico” è: “Sono contrario all’energia nucleare perché mi preoccupo per i miei figli”.

Preoccupazione legittima e evidentemente relativa alla pericolosità delle centrali nucleari unita all’eredità fatta di scorie radioattive da gestire per centomila anni.

Per fare un esempio: venticinquemila anni fa la Gran Bretagna era attaccata all’Europa… questo per dare un’idea dei problemi che ci sono a custodire cose pericolose per un periodo così lungo.

La risposta del “Sapiente” è invece: “Sono favorevole perché tra cinquant’anni non potranno contare solo sui combustibili fossili”.

Una replica che non ha alcuna attinenza con la domanda per cui non si capisce se l’interlocutore è sordo o semplicemente imbecille ma di sicuro è ignorante.

Vediamo di capire perchè.

Con la sua risposta il “Sapiente” lascia intendere che il nucleare sia l’energia del futuro.

Il “Sapiente” forse non sa che, siccome i combustibili fossili producono l’86% dell’energia globale, la sostituzione totale degli stessi comporterebbe la costruzione di oltre 2500 centrali atomiche da 1 GW (gigawatt) e ciò comporterebbe una riduzione di solo il 10% delle emissioni di CO2 rispetto all’utilizzo delle fonti fossili, mentre dovremmo fare molto di più.

Ma il “Sapiente” ignora questa questione.

Per migliorare il rendimento delle centrali atomiche bisognerebbe poter sfruttare anche l’acqua calda che esse producono ma non è possibile perchè la pericolosità di tali impianti obbliga a costruirle lontano dai centri abitati.

A conferma di quanto detto basta rivolgersi, non al solito manipolo di antinuclearisti ma bensì, all’ Oxford Research Group che ha stilato nel 2007 il rapporto “Too hot to handle? The future of civil nuclear power” .

Lo studio ipotizza uno scenario nel quale, entro il 2075, il nucleare potrebbe generare il 33% dell’elettricità in alcuni grandi paesi tenendo conto di un aumento della domanda di energia del 50%.

Secondo il rapporto, una ipotizzata popolazione di 10 miliardi di persone, per produrre un terzo dell’energia da nucleare dovrebbe dotarsi di una flotta di 2500 centrali atomiche: “una fantasia irrealizzabile” (“pipedream”) conclude il documento.

Ma perché l’ Oxford Research Group ritiene ciò impossibile?

Una ulteriore e decisiva riflessione va fatta riguardo alla disponibilità di uranio. Anch’esso, come le fonti fossili è esauribile per cui ha il difetto di aumentare di prezzo man a mano che il rapporto domanda/offerta cresce sia per effetto di un aumento della domanda che per la diminuzione della disponibilità.

Ad oggi, a fronte di una domanda annuale di uranio pari a 67mila tonn., la produzione ammonta a 45 mila tonn. e la differenza è coperta dalle scorte accumulate che si esauriranno nel 2015.

Ai livelli attuali di domanda (derivante dalle 439 centrali esistenti) al 2035 sarebbero esaurite le riserve di uranio “facilmente disponibili”.

A questo punto bisognerebbe dar fondo alle riserve “difficili”, quelle estraibili ad un costo pari o superiore a 130$/kg U, e la loro disponibilità si esaurirebbe nel 2070.

Detto questo, secondo voi, l’energia nucleare può essere l’energia del futuro in grado di sostituire “tra 50 anni”, cioè nel 2061, le fonti fossili?

Evidentemente no, se poi dovessimo costruire anche solo la metà delle 2500 centrali nucleari ipotizzate dall’Oxford Research Group è evidente che l’uranio si esaurirebbe molto più rapidamente di pari passo con un aumento di prezzo fuori controllo.

Ma il “Sapiente” ignora anche questo problema.

Il secondo dubbio dello “Scettico” è: ”Ci sono dei dubbi sulle centrali” e il “Sapiente” replica prontamente dicendo: ”Ma non ce ne sono sulla sicurezza”.

A questo punto ci si chiede se il “Sapiente” è raggiunto da una linea ADSL oppure se guarda solo la censurata TV di stato, perchè in realtà di dubbi ce ne sono molti, basti pensare che una delle centrali EPR della francese AREVA (come quelle che verranno costruite in Italia) in costruzione in Finlandia, a Olkiluoto, è stata fermata per l’ennesima volta dall’agenzia per la sicurezza nucleare a causa di oltre 2000 non-conformità costruttive che pregiudicherebbero la sicurezza dell’impianto, il cui costo è lievitato dagli iniziali 3,3 miliardi di euro a quasi il doppio.

Ma il “Sapiente” ignora questa notizia.

A questo punto siamo al terzo dubbio dello “Scettico”: “Il nucleare è una mossa azzardata per il paese”. Timore più che fondato visti i costi e i rischi.

Ma il “Sapiente” gioca la mossa finale: “O forse è una grande mossa…”.

Qui siamo veramente all’apoteosi: chiunque giochi a scacchi ad un livello anche solo dilettantistico sa benissimo che non si giocano mai mosse con il “forse” perchè sarebbe sconfitta certa.

Ma il “Sapiente” ignora come si gioca a scacchi.

In ogni caso una sconfitta a scacchi non è una grossa catastrofe, con un po’ di studio e di pratica si può migliorare ma…

…ma una mossa azzardata sul tema delle centrali nucleari farebbe danni ben peggiori e non solo di carattere finanziario.

Il “Sapiente” ignora anche questo?

Radiocontaminazione televisiva

Con la legge n.99 del 23/07/2009 il governo italiano ha sancito il ritorno allo sfruttamento dell’energia nucleare ignorando il referendum del 08/09/1987 col quale i cittadini italiani dissero NO all’atomo con una percentuale del 80% dei votanti.

Attualmente è in atto una vera e propria campagna pubblicitaria che, con argomentazioni incomplete e ingannevoli, ha lo scopo di farci “digerire” una scelta nucleare “democraticamente” sancita con una stretta di mano tra Berlusconi e il presidente francese Sarkozy.

Il dispiegamento di forze pro-atomo messo in campo dalla lobby del nucleare per imbambolare gli italiani è iniziato con la costituzione del forum sul nucleare “www.forumnucleare.it” con l’evidente scopo di raccogliere i dubbi degli italiani per costruire una oculata disinformazione televisiva.

A capo di tale forum troviamo nientemeno che Chicco Testa: un laureato in filosofia ex presidente di Legambiente, convertitosi ad una carriera, molto più redditizia economicamente, passante per la politica e per una poltrona addirittura alla Carlyle group, uno dei maggiori fornitori d’armamenti del Pentagono.

La lobby “radioattiva” si è anche arricchita di uno scienziato ligio agli interessi dei suoi sponsors come Umberto Veronesi, nominato “Capo dell’agenzia di sicurezza nucleare”.

Non si capisce perché un medico di 85 anni debba sedere su una poltrona simile: non era meglio un fisico nucleare? Magari più giovane? Cosa c’entra un medico con l’energia nucleare? Sarebbe come mettere un fisico a fare il primario in ospedale! Vi fareste operare da un fisico?

E’ evidente il sapore propagandistico della nomina di Veronesi, un signore che in passato ha già destato molte perplessità per certe sue affermazioni più da uomo d’affari che da medico.

In una recente intervista al quotidiano “La repubblica” Veronesi ha affermato che non avrebbe nessun problema a dormire con in camera da letto un contenitore di scorie nucleari…

Una frase che si commenta da sola e allora perché non chiederci se saremmo disposti noi a dormire con accanto un fusto di scorie atomiche?

Sono cose che credevamo di non dover più sentire, che credevamo sepolte insieme con i ricordi dei divieti di mangiare verdure in foglia, di bere latte e di consumare funghi dopo la catastrofe di Chernobyl del 1986.

Una voce molto autorevole contro lo sfruttamento dell’energia nucleare viene da un professore brianzolo che ha fatto molte ricerche sui danni causati dalle radiazioni normalmente emesse dalle centrali atomiche e definite “accettate”, non perché siano innocue ma semplicemente perché ritenute trascurabili come rapporto malattie/guadagno economico…

Come dire: ” Anche se qualcuno muore, non fa niente in rapporto ai guadagni della lobby”.

Tale professore, nonché “Accademico tiberino per le Scienze” e membro dell’associazione “Medici per l’Ambiente”, dott M. Marotta ha più volte denunciato il nucleare come il “grande Satana” perché “teso alla distruzione del creato” .

Nei risultati delle sue ricerche risulta molto chiaramente come la contaminazione delle zone adiacenti alle centrali nucleari italiane in funzione prima del disastro di Chernobyl e della fermata dovuta al referendum del 1987, sia netta e data da continue perdite “normali e accettate” di Trizio radioattivo.

I grafici mostrano anche la diretta correlazione tra il cancro e le leucemie con la vicinanza alle centrali nucleari.

Alcuni potranno pensare che in questi anni le tecnologie siano migliorate e con esse anche la sicurezza… Sbagliato, e la prova viene data dai continui stop alla costruzione della centrale EPR finladese di Olkiluoto per numerosissime (oltre 2000) “non conformità” relative alla sicurezza.

La Francia, paese che ha effettuato una larga scelta atomica, è da considerarsi un paese radioattivo per la diffusa contaminazione di terreni e la presenza di circa 100 piccoli incidenti nucleari all’anno!

Ma nessuno ne parla, solo gli interessi della lobby atomica hanno voce, una lobby sostenuta da una politica che non rappresenta più i cittadini, cioè noi. Cosa possiamo fare? Non possiamo farci nulla!

Invece una cosa possiamo farla: non votare mai più nessun partito che non dichiari apertamente la propria contrarietà al nucleare.

Il nucleare significa morte.

La sobrietà, il risparmio energetico e le fonti energetiche rinnovabili sono vita.

Se non avremo il coraggio di farlo saremo complici di questo ennesimo, scellerato, vile attacco alla bellezza del nostro territorio, alla genuinità dei prodotti della nostra terra, al patrimonio turistico e alberghiero, alla salute nostra e dei nostri figli.

Bibliografia:

Nucleare: se lo conosci lo eviti” di M. Bersani

I grandi perchè dell’era nucleare: centrali nucleari… per la fine del mondo “ del prof. M. Marotta

La centrale a biomasse di Lierna

A Lierna, l’amministrazione PDL-Lega Nord vuole costruire una centrale a biomasse nel ridente paesino lariano che i Liernesi hanno loro consegnato con il voto alle amministrative del 2009.

L’idea della centrale è subentrata successivamente al progetto, avviato dall’amministrazione precedente, relativo all’installazione di pannelli solari fotovoltaici sulle strutture pubbliche in collaborazione con la società Lario Reti Holding.

Il progetto “fotovoltaico” consisteva nell’installazione di pannelli solari senza impegno di denaro dei cittadini e con un introito per il comune dato dall’affitto delle superfici occupate sui tetti degli edifici pubblici.

Dopo un’iniziale tentativo (ma con dei privati) per la posa e l’installazione dei pannelli da parte della neo-eletta giunta comunale è arrivato il cambio a favore di una “Centrale elettrica a biomasse” a cogenerazione.

Questo nuovo progetto è stato osteggiato da una parte rilevante della cittadinanza (che si è organizzata su Facebook:“No alla centrale a Lierna” e ha aperto anche il blog http://centralebiomasselierna.blogspot.com/) con lettere indirizzate agli amministratori, ai giornali locali, ricorsi al TAR, la creazione di un comitato di 453 Liernesi e una raccolta firme che ha totalizzato oltre 2.700 sottoscrittori Liernesi e non.

La questione era stata poi accantonata nell’agosto del 2010 a causa del parere contrario della regione Lombardia in fase di istruttoria della pratica.

Ora la partita si è riaperta, e la possibilità che la centrale possa essere costruita è ridiventata reale.

Il costo dell’opera si aggirerebbe sui 12 milioni di euro, 5 dei quali finanziati dalla regione Lombardia, cifre non definitive ma comunque cospique per le tasche dei cittadini di un paesino di circa 2300 abitanti.

Viene da chiedersi se in un periodo di crisi, di tagli ai servizi pubblici e agli enti locali da autentica macelleria sociale, non sia meglio impegnare quel denaro pubblico in modo migliore anche alla luce del fatto che il precedente progetto sul fotovoltaico era a costo zero con introito basso ma sicuro.

Va detto che la costruzione di una centrale a biomasse non è una brutta idea se si sfruttando scarti di lavorazione già presenti in quantità importanti sul territorio e un esempio è quello della centrale elettrica costruita a “Prato allo Stelvio” in Val Venosta dove una cooperativa di cittadini gestisce una propria unità a biomasse (oltre ad un’imponente dispiegamento di tecnologie pulite come il fotovoltaico e l’idroelettrico) senza fini di lucro e in modo molto efficiente con bassi costi dell’energia autoprodotta e guadagni derivati dalla vendita delle eccedenze da reinvestire nella gestione degli impianti stessi secondo il motto “l’energia deve alimentare l’energia”.

Un esempio di democrazia frutto di una mentalità che crede ancora nel valore dei “beni comuni” e l’energia, piaccia o non piaccia, è un bene comune anche se ce ne siamo dimenticati.

Tornando a Lierna, a questo punto è normale che una persona si chieda se la biomassa necessaria alla centrale esiste ad una distanza accettabile dalla centrale stessa onde evitare un continuo transito di automezzi pesanti rumorosi e inquinanti con tutti i problemi che verranno al seguito.

E’ piuttosto evidente che un paesino di appena 11 kmq con circa 209 ab/kmq non sarà mai in grado di saziare la fame di combustibile della centrale in progetto che sembra essere di circa 17500 tonn. di cippato di legna all’anno.

Così come non pare ragionevole devastare i boschi per far energia, nemmeno sembra logico importare legname da fuori per giustificare la costruzione di una centrale in un posto non idoneo e addirittura a vocazione turistica.

Tutti i discorsi fatti e gli articoli letti sui giornali portano a una conclusione molto semplice: si vuole costruire per soddisfare la fame del “partito del cemento” e per godere dei benefici dei “certificati verdi” che, con iniziative simili, possono solo virare dal verde verso il grigio.

Lo scopo che giustifica il passaggio a fonti di energia rinnovabili, come lo sfruttamento delle biomasse, è quello di ridurre le emissioni di anidride carbonica che stanno uccidendo la biodiversità e quindi lo stesso pianeta Terra compromettendo in modo irreversibile la sopravvivenza stessa dell’uomo.

Se per giustificare una centrale del genere si dovrà trasportare per chilometri il legname oppure, peggio ancora, trasformarla (come è già stato fatto altrove) in un inceneritore di rifiuti solidi urbani o altro, lo scopo dei certificati verdi sarà fallito e altro denaro pubblico prenderà una via sbagliata.

In tale ultimo e sciagurato caso avremo il risultato di avere due inceneritori in provincia di Lecco, ipotesi veramente indesiderabile perchè, avendone già uno, la nostra polizza di assicurazione contro la morte per vecchiaia l’abbiamo già stipulata.

La domanda a questo punto è sempre la stessa:”Ma perchè non si investono soldi per la riqualificazione energetica con il sistema delle ESCO companies: imprese che riqualificano energeticamente i punti di consumo energetico ripagandosi con il risparmio ottenuto?”.

Così come “un soldo risparmiato è un soldo guadagnato” anche il watt risparmiato e un watt guadagnato… senza cemento, fumi, impatto ambientale e soddisfando ciò che la Comunità Europea ci chiede.

Il partito del cemento ha già fatto abbastanza danni, è ora di dire basta.



Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.