Ancora sul tema acqua…

Non si accorciano le distanze tra politica e cittadini e il senso di democrazia dei partiti, e dei loro impiegati locali normalmente definiti “sindaci”, si conferma come sempre legato alla poesia dei volantini elettorali manifestandosi  invece fumoso quando si tratta di tradurre le parole in scelte strategiche reali. Pubblichiamo la seguente lettera del “Comitato Lecchese Acqua Pubblica e Beni Comuni”, lettera indirizzata ai “sindaci”, dalla quale si leva il grido di dolore per l’ennesimo scippo di un bene comune. Non abbiamo ancora in mano le risposte date da alcuni sindaci, le pubblicheremo appena ne entremo in possesso.

Ai Sindaci dei Comuni della provincia di Lecco

e p.c. Consiglieri Comunali

 Oggetto: soppressione A.ATO e gestione dell’acqua in provincia di Lecco.

Gentile Sindaco,

  lo scorso 20 dicembre 2011, nella sede della sala Consigliare del Comune di Lecco, dove era convocata l’Assemblea dell’Autorità ATO, Lei ha probabilmente contribuito a decidere per la soppressione di questo organismo assembleare dei Sindaci, destinato al governo dell’acqua.

L’ha fatto nonostante il nostro invito a RINVIARE la decisione. L’ha fatto nonostante la richiesta di soppressione non fosse né urgente né indifferibile. Infatti, in Lombardia, la scadenza formale al 31.12.2011, che avrebbe fatto eventualmente scattare il commissariamento, valeva solo per chi non avesse ancora effettuato l’affidamento del servizio. Caso che non riguardava l’ATO di Lecco che il suo affidamento, seppur temporaneo, l’aveva realizzato, in capo a Idrolario.

Questa Sua decisione, che niente impediva potesse essere presa più consapevolmente l’ultimo giorno del 2011, possiamo dire è avvenuta in un contesto che “più realista del re” non si poteva. Questa scelta di auto-abdicazione dei poteri del Sindaco comporta – lo ribadiamo – l’espropriazione della titolarità dei Comuni nelle decisioni più importanti legate al servizio idrico (Piano d’Ambito, Modello Gestionale, Tariffe, ecc.), che sono state consegnate ad un fantomatico Ufficio d’Ambito provinciale, sapendo che si sta andando verso la soppressione delle stesse Province.

E, tuttavia, insieme al danno c’è stata anche la beffa.

Come spesso è già colpevolmente capitato con decisioni passate, i Sindaci della provincia di Lecco, sottoposti a evidenti pressioni di alcune centrali politiche provinciali e nazionali non elette,  hanno deliberato impegni, successivamente smentiti, non solo dal Referendum, ma da diverse sentenze della Corte Costituzionale, dimostrando come queste decisioni  siano state gravi, anzi gravissimi  errori  di valutazione amministrativa e politica.

La pesante caduta di credibilità e di responsabilità dei Sindaci del nostro territorio è la conseguenza più ovvia e alla lunga più evidente.

Anche questa volta, la decisione assunta (quasi all’unanimità) dai Sindaci dell’ATO di Lecco, si è scontrata con il decreto Milleproroghe voluto dal Governo Monti che, come era prevedibile, ha rinviato al 31 dicembre 2012 la soppressione delle A.ATO e delle relative Assemblee.

Insomma gentile Sindaco, oltre all’abdicazione, non si è persa l’occasione di fare una figuraccia, dimostrando ai cittadini che l’hanno eletta la scarsa volontà a mantenere la titolarità degli uffici a cui è preposto.

Come Comitato, aspettandoci un sobbalzo di orgoglio civico, non possiamo che attenderci pubbliche scuse nei confronti dei cittadini. E un conseguente impegno ad agire nel nuovo anno (che si preannuncia difficilissimo per i cittadini e per gli enti locali) in conformità allo spirito del Referendum, facendo valere, a tutti i livelli di governo superiori, le ragioni costituzionalmente inalienabili delle autonomie locali e del governo pubblico e democraticamente partecipato dell’acqua, bene comune.

Non vorremmo che la scelta affrettata e inopportuna per la soppressione dell’A.ATO, fosse motivata dall’ansia di consegnare l’acqua ad una società, Lario Reti Holding, organizzata in multiutility e in quanto tale votata al profitto e alle logiche di mercato, con molto probabili futuri accorpamenti ad altre società più grandi e relative quotazioni in Borsa; il che significherebbeportare l’acqua all’interno di contesti sempre più lontani dai cittadini e dalla loro possibilità di partecipazione e controllo. Il classico repertorio che condurrebbe nei fatti ad una “privatizzazione”, anche se formalmente pubblica.

Non è questo il buon anno che ci aspettiamo, anche nella prospettiva di un dialogo democratico, che vorremmo potenziato e reso più trasparente ed effettivo.

Distinti saluti

 COMITATO LECCHESE PER L’ACQUA PUBBLICA E I BENI COMUNI

N.B.: si invitano i Sigg. Sindaci ad estendere la conoscenza della presente lettera ai Consiglieri Comunali.

I sindaci scivolano sull’acqua

A Galbiate, il 13 dicembre 2011, si è svolta una riunione sulla gestione pubblica dell’acqua in provincia di Lecco alla quale hanno partecipato Germano Bosisio del “Comitato lecchese acqua pubblica e beni comuni”, Roberto Fumagalli del “Comitato italiano contratto mondiale sull’acqua”, parecchi sindaci e consiglieri del lecchese tra i quali anche Virginio brivio, sindaco di lecco.

Lo scopo della riunione era quello di chiarire le imminenti scelte per l’affidamento del servizio idrico nell’ATO di Lecco e per chiarire quanti sia successo pubblichiamo una lettera aperta del “Comitato lecchese acqua pubblica e beni comuni” dalla quale traspare una certa insoddisfazione perchè anche questa volta appare chiaro che i partiti si sono spartiti qualche cosa.

I SINDACI SCIVOLANO SULL’ACQUA

Ieri pomeriggio presso la sala Consigliare di Lecco si è persa una grande occasione.

Purtroppo, come temevamo e nonostante gli sforzi di molti, si è consumata quella che dovrebbe essere l’ultima Assemblea AATO (Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale), organo direttamente partecipato da tutti i Comuni della Provincia, depositario del potere decisionale, sinora, in tema di acqua e dei servizi ad essa collegati.

E’ andata in scena e si è materializzata una scelta “Politica” più che una scelta dettata da esigenze tecnico-giuridiche, come sostenuto in qualche modo dalla maggioranza dei rappresentanti dei Comuni della Provincia presenti e votanti.

Ieri infatti hanno deciso che il potere decisionale, sinora saldamente e direttamente in capo a loro stessi, passerà in sostanza ad un Consiglio d’Amministrazione (Ufficio d’Abito) in capo alla Provincia.

Da una parte(il motivo spacciato come “contingente”) c’era il presunto rispetto di una norma governative (finanziaria 2010) di un Governo che peraltro non c’è più e dall’altra uno strumento consolidato di partecipazione diretta dei Comuni.

Si è verificato quindi un vero e proprio arretramento di rappresentanza democratica, una abdicazione di competenze da sempre direttamente in capo ai Comuni, da un po’ di anni giustamente “consociati”, ma soprattutto si è buttato alle ortiche un ambito prezioso di partecipazione diffusa.

In sostanza, nei fatti, si è ignorato uno dei capisaldi della “visione” palesemente e vittoriosamente uscita dalla recente tornata referendaria, quella partecipativa.

Tutto questo aggravato ulteriormente dalla conseguenza che a brevissima solo 5 persone (i componenti dell’Ufficio d’Ambito Provinciale) decideranno in prima battuta, e difficilmente si potrà poi modificare, su questioni centrali quali le tariffe, il piano degli investimenti e soprattutto il cosiddetto modello gestionale. Su quest’ultimo aspetto, peraltro già si stanno registrando preoccupanti orientamenti nella direzione di un mantenimento in mano pubblica, che ovviamente tutti auspichiamo, ma di un “pubblico” votato al profitto ed inserito pienamente nel Mercato in aperta contraddizione con lo spirito e la volontà espressa direttamente da 27 milioni di italiani che, con lo schiacciante risultato referendario, ha sancito che l’Acqua deve stare fuori dal Mercato e che i profitti devono stare fuori dall’Acqua profitto (progetto Idroservice approvato da gran parte dei Comuni in LRH, multiutilities 100% pubblica e partecipata dai Comuni, gestionale di gas, acqua, energia).

Non è un caso che il nostro Comitato abbia svolto, col contributo di molte altre forze della Società Civile, una serie d’iniziative di pressing sugli amministratori, che ha visto anche un pubblico partecipato confronto con gli stessi qualche giorno fa a Galbiate, e che è sfociato ieri nel Presidio all’esterno del Municipio di Lecco, in contemporanea con l’Assemblea AATO.

E così pure non era certo dovuto al caso il nostro Appello, inascoltato, a perlomeno rinviare la scelta d’avallo della soppressione dell’AATO che avevamo rivolto, in tutti i modi possibili, agli amministratori sia comunali che provinciali.

Nel breve dibattito svoltosi in Assemblea sono state portate argomentazioni varie tendenti a dimostrare la “sofferenza” (ob torto collo) degli amministratori locali nell’avallare appunto quella che è stata definito un passo ineludibile dettato dalla norma ma soprattutto, secondo i relatori ed anche i presumibili “ispiratori” di questa scelta poi condivisa dai più, dal rischio di un “vuoto” di competenze, od addirittura di presunti commissariamenti provinciali od anche di impropri trasferimenti del potere decisionale d’indirizzo alle aziende gestionali.

A queste argomentazioni rispondiamo con chiarezza con alcuni “brucianti” interrogativi :

- E’ plausibile, anche per un amministratore ligio al “proprio dovere” di esecutore normativo, che i 6000 Comuni italiani e le loro rispettive AATO vengano tutte commissariate o delegittimate alla fatidica scadenza del 31/12/2011, indicata dalla finanziaria 2010 come termine di soppressione delle AATO ? Perché da altre parti non si sono neppure posti il problema e vanno avanti imperterriti a continuare il loro “lavoro” all’interno delle AATO?

- E’ congruo e lungimirante affidare alla competenza provinciale e sue emanazioni (Ufficio d’Ambito e Consiglio provinciale) la decisione su primari punti d’interesse generale, radicati da sempre nel tessuto comunale, in presenza dell’attuale volontà del Governo e del Parlamento di perlomeno modificare a fondo, se non sopprimere, gli assetti provinciali ?

- Si dice che sono stati introdotti dei correttivi che comunque tutelerebbero il “ peso dei Comuni”, pur riconoscendone una sottrazione di potestà (bontà loro), quali le 4 nomine (invece che le 3 previste dalla legge regionale, peraltro recentemente riconosciuta come incostituzionale dalla Consulta stessa) di “derivazione comunale” o come il parere obbligatorio e vincolante della Conferenza dei Comuni (organo consultivo a latere dell’ufficio d’ambito) su materie particolarmente delicate del S.I.I. (Sistema Idricio Integrato – ciclo idrico, dalla captazione delle fonti alla depurazione).

Su questo noi ribattiamo che non è casuale che non si sia previsto un parere preventivo vincolante della Conferenza, che quindi si configura come “contentino” ,sempre dalla citata e nefasta legge regionale, per i Comuni, “scimmiottando” in sostanza la funzione dell’”uscente” Assemblea AATO. Infatti, storicamente ma anche “logicamente” risulteranno nella pratica quasi impossibili i ribaltamenti delle scelte del “consiglio d’amministrazione”, perlomeno perché sotto “ricatto” di auto-dimissionamento dello stesso.

-La legge regionale 21/2010, a cui la finanziaria 2010 affidava la declinazione delle disposizioni , già più volte citata ed usata un po’ strumentalmente dai propugnatori della teoria della “riduzione del danno”, non prevede scadenza formale al 31/12/2011 per la soppressione delle AATO ma bensì a quella data la scadenza( che farebbe eventualmente scattare il “famigerato”, e mai attuato anche in casi analoghi, commissariamento) solo per l’avvio degli affidamenti del S.I.I. (caso che non riguarda l’ATO di Lecco, avendo già effettuato l’affidamento, seppur temporaneo ad Idrolario)

Ci fermiamo qui, ma ci sarebbero altre motivazioni, del resto già richiamate nel nostro inascoltato Appello, a comprova.

Quello che stupisce veramente è come parecchi nostri Amministratori non abbiano ancora colto appieno il “vento partecipativo” ed la rinnovata “concezione” in tema di Acqua e di Beni Comuni Primari, emersa nitidamente dal responso referendario.

Come anche il ripetuto “trincerarsi” dietro presunti pareri “dogmatici”, spesso anche pagati profumatamente ed infruttuosamente dalla Collettività ,e peraltro perlomeno opinabili, o dietro presunte normative, peraltro contradittorie, come già dimostrato ampiamente da ripetuti pronunciamenti della Corte Costituzionale ma non solo, e chissà perché quasi sempre in scadenza.

Quello che ci auguriamo noi cittadini è che i nostri Amministratori locali non deleghino sempre a pochi presunti esperti o depositari della leadership politica, peraltro spesso soggetta ad orientamenti d’appartenenza rigida, e che soprattutto riscoprano la loro a volte troppo sacrificata “funzione politica” a vantaggio di quella riduttiva che vorrebbe delegare loro solo la funzione gestionale-amministrativa.

Come dimostrato ampiamente ad esempio dagli oltre 140 sindaci lombardi, che nel recente passato hanno “impugnato” la precedente legge regionale in tema di acqua, c’è un altro modo di porsi nei confronti del “puro rispetto” di norme confuse, contraddittorie e soprattutto antisociali ed antipartecipative : quello appunto di una rinnovata consapevolezza del proprio ruolo anche politico, e quindi di messa in discussione “critica” di ciò che spesso viene calato dall’alto, ma che non sempre rappresenta il meglio per il cosiddetto Bene Comune.

Abbiamo insomma bisogno di amministratori “politici”, nel senso nobile che gli attribuiamo, più che degli esecutori acritici , in fondo spesso delegando passivamente ad altri, forse perché oberati da molteplici incombenze, l’individuazione delle scelte migliori.

E’ proprio per questo che abbiamo molto apprezzato la scelta ,che va nella in questa direzione, di purtroppo pochi (per ora…) Amministratori Locali di presentare e sostenere apertamente una mozione tesa al rinvio della soppressione dell’AATO, come da noi sollecitata . Citiamo i loro Comuni perché ad essi va tutto il nostro convinto plauso : Cernusco Lombardone, Ballabio, Olgiate Calco ed anche Bulciago.

A noi, preso atto di quanto successo nostro malgrado, continuare a vigilare, col contributo sempre più fattivo di cittadini e di molteplici realtà della società civile, sulla “gestione” dei vari importantissimi aspetti che ruotano attorno al Bene Comune per eccellenza qual’ è l’Acqua, vero possibile paradigma “culturale” di una rinnovata “visione valoriale” sui beni Comuni Primari e sulla gestione dei Diritti di Base ad essi sottesi.

Tutto questo a partire dalla delicata “partita” attorno ad Idroservice ed anche all’imminente campagna di “Obbedienza civile” che il “Forum Italiano dei movimenti per l’Acqua”, di cui facciamo parte, sta lanciando su scala nazionale per chiedere la restituzione ai cittadini della quota della remunerazione del capitale investito come conseguenza della vittoria referendaria sull’eliminazione dei profitti sull’Acqua, sancita del resto come immediatamente operativa dalla Corte costituzionale stessa. Lì potremo verificare se il dichiarato rispetto della norma, così apparentemente caro ai nostri amministratori locali, varrà anche per questo nitido pronunciamento della massima fonte del Diritto nel nostro Paese.

Facciamo appello quindi a tutti perché questa Partecipata Vigilanza “dal Basso” riempia sempre più di significato la parola Democrazia.

Lecco, 21 dicembre 2011 Il Comitato Lecchese per l’Acqua Pubblica e Beni Comuni

Vincitori e vinti

Quattro Sì.

Una disfatta per quei politici che pensavano di essere “i principi” dell’Italia e una vittoria per la gente. I politici sono precipitati nella realtà in un giorno e mezzo, si sono resi conto che in Italia comanda il popolo e loro sono solo dei dipendenti statali pagati (troppo) per amministrare il paese.

L’acqua è un bene comune e tale è rimasto.

Lo è rimasto in barba ai furbetti, alle società multiutility colluse con la politica, allo IOR, alle multinazionali col cappello in mano e ai partiti trasformisti che dicono NO “ma anche” Sì.

Il nucleare non lo vogliamo e lo abbiamo ribadito.

Spiace un po’ per il povero Veronesi che ci aveva (ri)messo la faccia con quel suo bel sorriso a 78 denti. Lui era pronto a portarsi le scorie radioattive in camera da letto pur di veder costruire una centrale nucleare per il progresso del nostro paese, talmente era “affascinato”, come lui stesso disse, dal neutrone che bombarda l’atomo. Un innamoramento senile per una tecnologia sua coetanea, una specie di tardiva manifestazione di quell’amore per la cugina che tutti (o quasi) abbiamo provato. Non prendertela Umberto, stai tranquillo, rimangono gli inceneritori a provocare il cancro per cui non ti mancherà il lavoro e poi potrai sempre aprire una filiale a Fukushima, lì c’è molto da fare.

Spiace per la povera Prestigiacomo, improbabile ministro dell’ambiente che si era perfino rovinata la messa in piega indossando il caschetto antinfortunistico per promuovere il nucleare in quel di Flamanville.

Spiace per il povero Scaiola, talmente determinato a favorire le centrali americane da non accorgersi che gli stavano comprando un appartamento.

Spiace per il nostro amato cavaliere talmente determinato a favorire le centrali francesi da privare il suo vulcanico governo di un personaggio di spicco come Scaiola. Non prendertela Silvio, sappiamo che a te interessava il “legittimo impedimento”, mentre il resto è solo una gran seccatura, ma con tutti gli avvocati che hai in parlamento stai tranquillo che ne inventeranno un’altra.

Spiace per il povero Chicco Testa… lui aveva speso anima, corpo e tutto il neurone che aveva, pur di promuovere il nucleare. Chicco! Lascia perdere l’atomo! Ritirati in un bel posticino e goditi i soldi! Puoi acquistare una bella villetta vicino ad una centrale atomica in Francia e darti alla pesca. Lì starai bene! Ti procuri una cannetta e via! Il Forum nucleare, che tanto ti ha assorbito, si può sempre modificare in “Forum della scardola nucleare” e lì potrai mettere on-line le foto dei pesci che prenderai. Lascia stare l’energia, dài! Su con la vita! W la pesca!

Facciamo un bell’applauso a questi personaggi “diversamente vincenti” e un “in bocca al lupo” per il loro prossimo futuro da pensionati sperando che gli eredi siano migliori.

PrealpiLombarde5Stelle.org intervista Marco Boschini

Marco Boschini è una persona che non ha bisogno di presentazioni: intervistato di recente dal programma “Report” e apparso in TV anche nel salotto di “Parla con me” condotto da Serena Dandini, Marco Boschini è assessore nel comune di Colorno (PR) nonché Coordinatore dell’associazione “Comuni Virtuosi”.

Egli è indicato come il simbolo di un’avanguardia di amministratori pubblici che hanno fatto della sostenibilità ambientale, della sobrietà e della decrescita una filosofia di gestione pubblica. Persone come lui stanno dimostrando che si può amministrare conciliando risparmio e sviluppo umano senza distruggere il patrimonio ambientale che dovremo lasciare in eredità ai nostri figli.

PL5S.org.: Egr. Sig. Boschini, siamo un comitato di cittadini lombardi che credono nella cittadinanza attiva e Le proponiamo un’intervista sui temi che a nostro avviso sono le priorità per una vera politica che sia svincolata da ideologie ormai defunte e fuori dagli schemi basati su simpatie “di bandierina”. Come Lei già sa, siamo dei semplici cittadini incensurati.

Partiamo dalla prima priorità: L’ Ambiente.

Sui manifesti e sugli opuscoli elettorali che circolano in quantità industriali prima delle elezioni, si vede molto spesso la parola ambiente associata al turismo, allo svago e all’economia che tutto ciò si porta dietro. Forse è anche per questo che il concetto di ambiente per i nostri amministratori si riduce per lo più alla piantumazione di qualche albero nei giardinetti. Viviamo nel giardino d’Europa, l’Italia, e secondo Lei:

“Cosa significa per un amministratore virtuoso rispettare l’ambiente?”

M. B.: ”Attivare pratiche concrete di sostenibilità ambientale, “aggredendo” i progetti che sono sul tavolo di tutte le amministrazioni comunali: rifiuti, mobilità, energia, nuovi stili di vita, partecipazione e gestione del territorio.

I comuni possono cambiare il corso delle cose, riducendo la propria impronta ecologica e dare il buon esempio ai cittadini.

PL5S.org.: I problemi energetici, ambientali, sociali e occupazionali si possono considerare collegati tra loro e sono un’urgenza impellente per il nostro paese che la politica sembra prendere in considerazione solo nei ritagli di tempo portando avanti soluzioni  prese di fretta, senza un’adeguata informazione e spesso con la pretesa di risolvere problemi nuovi con soluzioni vecchie. Nell’attesa che persone più illuminate si insedino nelle sale del governo, secondo Lei:

“Cosa deve fare un amministratore virtuoso per “fare la propria parte?”

M. B.: ”Tagliare la bolletta energetica del comune intervenendo sugli edifici pubblici per l’efficienza e il risparmio energetico; approvare allegati energetici ai regolamenti urbanistici che impongano la ristrutturazione e la costruzione di abitazioni ed edifici vari secondo i criteri della bioedilizia e autoprodursi l’energia con fonti rinnovabili per consentire alla comunità di diventare indipendente energeticamente.” 

PL5S.org.: Le “normali” amministrazioni lamentano problemi economici e con questo alibi giustificano la loro mancanza di slanci.

“Come avete fatto voi a Colorno a superare questo tipo di problema? Siete forse ricchi?”

M. B.: ”I  progetti che migliorano l’ambiente spesso consentono alle amministrazioni, come nel nostro caso, di risparmiare risorse economiche. Non si spende di più, è vero anzi il contrario!”

PL5S.org.: E’ tristemente nota a tutti ormai la perenne emergenza rifiuti a Napoli (e non solo a Napoli) e gli inceneritori (definiti termovalorizzatori) sono spacciati come l’unica sana pratica per risolvere definitivamente il problema. Ci dica la Sua opinione in proposito.

“Come trattate i materiali post consumo a Colorno?”

M. B.: “Gli inceneritori sono il passato, e purtroppo la politica italiana (di destra e di sinistra) vede in queste macchine della morte l’unica strada percorribile per affrontare la questione rifiuti. Noi invece lavoriamo per la riduzione alla fonte (pannolini lavabili, acqua del sindaco, prodotti sfusi, riuso e recupero dei materiali post-consumo) il tutto accompagnato da una raccolta differenziata porta a porta spinta, con l’introduzione della tariffazione puntuale che va a premiare i cittadini virtuosi”.

PL5S.org.: un’altra nostra priorità è L’Acqua, ed è da intendersi come acqua pubblica, a questo punto Le chiediamo:

“Che senso ha, secondo lei, privatizzare il servizio idrico? Cosa dovrebbe fare un comune virtuoso per resistere a questo nuovo attacco ai beni comuni?”

M.B.: “Non si può e non si deve privatizzare anche l’acqua, non ha alcun senso se non quello di consentire affari d’oro ai soliti noti. I comuni devono battersi, come abbiamo fatto in molti dei nostri comuni, modificando lo Statuto comunale e inserendo l’acqua come bene primario della comunità, appoggiando e sostenendo i referendum prossimi venturi, sempre che questo Governo eversivo non si inventi qualche artifizio per farli saltare.”

 PL5S.org.: Un capitolo dolente del nostro paese si chiama sviluppo, una parola usata, abusata e spesso abbinata al PIL:

“Ha senso parlare ancora di PIL? Che tipo di sviluppo lei metterebbe in atto nell’Italia del 2011? Da dove partirebbe e con quali obiettivi?”

M.B.: ”Nessuna forza politica al momento mette in discussione la crescita infinita e lo sviluppo per come lo conosciamo, con tutti i disastri che ha creato negli ultimi anni rispetto al territorio. I Comuni virtuosi stanno dimostrando però che è possibile invertire la rotta, che fare scelte di buon senso e sobrietà migliora la qualità della vita delle persone, riducendo al contempo l’assurdo assunto che ci vedrebbe tutti impegnati a produrre, consumare, buttare sempre più in fretta e senza limiti…”

PL5S.org.: Qual’è la sua visione di una “connettività” efficace, connettività è una parola poco usata che racchiude in se termini come comunicazione, informazione, partecipazione…

“Come dovrebbe essere la connettività in un comune virtuoso?”

M.B.: “La connettività in un comune virtuoso significa consentire a tutti i cittadini di navigare liberamente e senza limiti in rete, intervenendo con forme incentivanti e serate informative per avvicinare internet alle fasce più deboli e comunque “lontane” a questa tecnologia (soprattutto gli anziani).”

PL5S.org.: Un altro capitolo fondamentale della nostra società sono i “trasporti”, sappiamo quanto sia tossico e congestionato il traffico nel nostro paese e l’entità dei costi che le infrastrutture necessarie richiedono, per cui Le chiediamo:

“Come dovrebbero essere organizzati i trasporti del futuro… o è il caso di dire “del presente”? Da dove Lei comincerebbe a costruire una nuova mobilità? Servono altre infrastrutture nel nostro paese?”

M.B.: “Al nostro Paese serve una classe dirigente degna di questo nome, che predisponga un serio programma per una mobilità davvero sostenibile ed efficiente. Non servono nuove infrastrutture, serve una colossale opera di manutenzione straordinaria delle infrastrutture esistenti, ampliando e migliorando il trasporto pubblico e collettivo, facendo però in modo che i mezzi siano in orario, puliti, flessibili e dentro ad una filiera di sostenibilità che consenta ai cittadini di rinunciare all’auto privata.”

PL5S.org.: Abbiamo quasi finito ma non vogliamo lasciarla senza una domandina cattiva. Lei è coordinatore dell’associazione “Comuni virtuosi”:

“Le sembra normale che esista un’associazione dei “comuni virtuosi”? Secondo lei sono “virtuosi” i comuni dell’omonima associazione o negligenti tutti gli altri? Cosa frena lo slancio dei nostri amministratori nella voglia di cambiare il mondo inseguendo un’utopia da trasformare in realtà, volontà che ogni politico dovrebbe avere in sé?

M.B.: In  un Paese normale un’associazione come la nostra non esisterebbe affatto, passiamo per supereroi ma siamo persone normali, piene di difetti, che però entrano nelle istituzioni locali da cittadini, mettendo in campo con umiltà e concretezza le proprie idee, emozioni, progetti.

A livello locale l’ostacolo più grande è quasi sempre la pigrizia degli amministratori, man mano che si sale nella scala gerarchica delle istituzioni entrano però in gioco interessi, speculazioni, affari…”

PL5S.org.: Le amministrazioni locali da noi stanno vivendo un boom della Lega Nord, più per effetto di abile demagogia che reali meriti e le amministrazioni avverse sono per lo più formate da liste civiche PD con l’appoggio di liste di SX e indipendenti.

Si vive in una specie di perenne guerra con la Lega Nord e i provvedimenti messi in atto sono sempre all’ordine dell’ ”accontento un po’ tutti per non sbagliare”.

Questa politica di bassa lega ridotta a bisticci di bandierina porta a non sbilanciarsi su nulla e più che un sentiero per cavarsela dai guai sembra un’autostrada verso il fallimento.

“Qual’è la Sua opinione in proposito?”

M.B.: ”Il PD è spesso bersaglio di tutti i soggetti, istituzionali e non, che stanno dalla parte opposta di questo Governo folle che sta portando il Paese alla deriva. Non voglio fare polemiche o il piccolo Renzi della situazione: è però evidente che l’attuale classe dirigente nazionale del Pd come di gran parte dei partiti presenti fuori e dentro il Parlamento è da pensionare… La politica di professione non può funzionare, in questo concordo con quanto dice da anni l’amico Beppe Grillo, due mandati e a casa!”

PL5S.org.: Lei è intervistato dalle TV ed diventato un esempio di amministratore virtuoso:

“Non crede che una amministrazione “virtuosa” sia la strada giusta per mettere in serie difficoltà le opposizioni politiche?”

M.B.: ”Noi non vogliamo mettere in difficoltà nessuno, gran parte delle nostre amministrazioni hanno sindaci del PD, ma anche alcuni del centro destra. Il buonsenso non è né di destra né di sinistra. Continuiamo a testa bassa il nostro lavoro, il virus lentamente si sta diffondendo e il cambiamento è già in atto, dal basso.”

PL5S.org.: Un’ultima domanda:

“Alcuni di noi hanno aderito al Movimento 5 stelle, qual’è la sua opinione su questo movimento ?”

M.B.: ”E’  un movimento di cittadini, che ha portato una ventata generale di rinnovamento, avendo soprattutto il merito di aver obbligato la politica istituzionale ad affrontare temi importanti altrimenti confinati nel dimenticatoio. Molte delle idee e dei progetti che intendono realizzare sono i progetti che noi abbiamo già realizzato in giro per l’Italia in questi anni. Penso che sia un bel movimento e spero vivamente che riesca anche a distinguere il bene dal male, ciò che funziona da ciò che va cambiato…!”

PL5S.org.: La salutiamo e le auguriamo buon lavoro.

Sosteniamo il referendum per la ripubblicizzazione del servizio idrico

PrealpiLombarde5Stelle.org appoggia il referendum per la ripubblicizzazione del servizio idrico con l’adesione come gruppo sostenitore al Comitato Referendario Lecchese per l’acqua pubblica.

Anche secondo noi l’acqua è un bene comune da non lasciare in mano a coloro che vogliono specularci sopra e la seconda stella del nostro simbolo significa proprio “acqua pubblica”.

Lucrare sull’insostituibilità dell’acqua è un insulto alla vita ed è per noi inaccettabile pensare di mettere il servizio idrico sul mercato, rendendo di fatto l’acqua una merce.

Ci hanno sempre insegnato che per “mangiare” bisogna lavorare ma non si è mai sentito che lo si debba fare per bere e ciò significa che l’acqua è un diritto.

Che senso ha parlare di mercato con l’acqua? Ha senso parlare di dinamiche di mercato per questa risorsa?

Facciamo un esempio: se compro la verdura dal mio fruttivendolo e non rimango soddisfatto per la qualità dei beni acquistati posso cambiare fruttivendolo.

Se non fossi soddisfatto della qualità dell’acqua che scende dal mio rubinetto posso cambiare acquedotto? Non è possibile perchè la mia casa è raggiunta da un solo tubo e non ho la possibilità di “cambiare tubo”… e quindi acquedotto.

E’ evidente che non ha senso parlare di mercato per il servizio idrico.

Ci vorrebbero anche convincere che gli acquedotti sono marci e “il privato” porterebbe investimenti per riparare le tubature e migliorare il servizio idrico.

Ma i risultati di chi ha già fatto quest’esperienza dicono il contrario: parecchie città europee, una su tutte Parigi, sono tornate alla gestione pubblica del servizio idrico perchè si sono accorte che il servizio peggiorava e i costi aumentavano.

Perchè i politici vogliono ripetere l’errore che altri hanno già fatto?

Quando la politica smette i panni del difensore del pubblico interesse e indossa la lurida veste del difensore del “privato interesse”, accadono queste cose.

Quindi è lecito pensar male come è logico fare con chi dimostra, come tutti i buoni a nulla, di essere capace di tutto.

Ma perchè il “privato”, anche se onestissimo, non è adatto a gestire il servizio idrico?

Se il privato decide di fornire un servizio, lo fa per avere un tornaconto economico (su questo credo che nessuno abbia nulla da eccepire) ed è quindi ridicolo credere che un’impresa privata possa comportarsi come un ente benefico, sappiamo tutti che lo scopo principale di un’impresa è il profitto, lo abbiamo studiato a scuola alla pagina n.1 del libro di economia.

Torniamo a noi: quali modi ha un privato di guadagnare sul servizio idrico?

1 – Ridurre il personale e quindi i costi.

2 – Aumentare il prezzo dell’acqua.

3 – Ridurre le spese di manutenzione al minimo indispensabile.

4 – Spingerci a consumare più acqua.

Non ci vuole molto a capire che nessuno di questi 4 scenari sia desiderabile e nemmeno contribuisca a risolvere i problemi che affliggono la nostra società in questo periodo di “vacche magre”.

Quanto detto non vale solo per l’acqua ma anche per la telefonia, l’energia, le autostrade, la sanità, l’istruzione… riflettiamoci, in tempo di crisi si dovrebbero ripubblicizzare i beni comuni e non perseverare nella direzione sbagliata.

Se non smetteremo di votare partiti che sbandierano le privatizzazioni per modernità fra un po’ ci sveglieremo dall’attuale “sonno della ragione” per entrare in una realtà da incubo.

IMPORTANTE: SOTTOSCRIVI PER L’ACCORPAMENTO DEL REFERENDUM PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DELL’ACQUA CON LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Non facciamoci portare via l’acqua!

Scongiuriamo che il referendum sia messo dopo le elezioni, a elettori stanchi di votare… in un bel week-end assolato di fine maggio quando si preferisce fare altro.

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COMITATO VAL SUGANA – Colata di cemento su Monza: cittadini al contrattacco!

La giunta Lega-Pdl di Monza vuole trasformare la nostra città in una nuova metropoli con una vera e propria colata di cemento.

Ai cittadini, già stretti in una viabilità soffocata e inquinante (le ultime notizie danno Monza come la città più inquinata della Lombardia!!) sottrarranno TUTTE le ultime aree verdi della città costruendo di tutto, puntando all’aumento della popolazione del 40% e incrementando così anche il traffico automobilistico che immobilizzerebbe definitivamente le strade cittadine!

A questo proposito la città si sta riunendo in Comitati cittadini e Comitati di quartiere e si sta organizzando anche con il nostro appoggio e delle forze politiche di minoranza con eventuali punti informativi, banchetti e contatti in rete, facebook e mailing list per battere sul tempo la giunta che vuole nel mese di gennaio, approvare questa indecente Variante al Pgt.


Vogliamo la moratoria – Sosteniamo il Forum dei Movimenti per l’acqua

Il Forum dei Movimenti per l’acqua ha portato avanti negli ultimi due mesi una campagna per la moratoria sulle scadenze previste dal “Decreto Ronchi” e dal “Decreto Calderoli”, riguardanti rispettivamente i processi di privatizzazione del servizio idrico integrato e la soppressione delle Aato (Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale).

I cittadini, sottoscrivendo i 3 quesiti per l’acqua pubblica proposti dal Forum dei Movimenti per l’acqua, hanno chiesto di esprimersi attraverso il voto referendario ed è giusto che nel frattempo le privatizzazioni si fermino.

Ci uniamo pertanto al Forum nel sollecitare tutti i cittadini ad inviare il 21 e 22 dicembre a tutti i Parlamentari la richiesta di approvazione di moratoria.

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